Tra cinque settimane si voterà in Trentino. L'obiettivo è di trasformare tutta la provincia di Trento in un biodistretto. Il referendum è stato promosso da un Comitato formato da una trentina di associazioni e realtà impegnate nel campo dell'ambiente e della sostenibilità.

La consultazione popolare, afferma il Comitato, è uno dei mezzi principali per coinvolgere, aggregare, formare e informare una comunità. "Attraverso il referendum non chiediamo solo alla politica di adottare provvedimenti per istituire un Distretto Biologico Trentino, ma perché questo diventi efficiente si deve basare sul consenso del territorio e dei cittadini che lo abitano, anch’essi attori indispensabili alla sua esistenza". 

 

MANIFESTO
PER IL DISTRETTO BIOLOGICO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO



Il distretto biologico porta:
Alla promozione di un cambiamento culturale, nell’approccio all’agricoltura, al territorio e alla natura in cui si colloca il mondo agricolo coinvolgendo tutte le realtà della nostra provincia, dalle periferie alle città. L’approccio sarà olistico (che comprende tutto) e orientato ai principi chiave dello sviluppo sostenibile, ovvero rispettoso dell’ambiente.
Ad una crescita economica, poiché comporta l’aumento del valore dei prodotti agricoli certificati biologici, l’incremento e la diversificazione dell’offerta turistica, la nascita di un’industria alimentare per la lavorazione e trasformazione dei prodotti biologici, come pure la vendita a chilometri zero e l’utilizzo dei nostri prodotti nella filiera provinciale sia nel comparto turistico che pubblico con un conseguente aumento dell’offerta di lavoro.
Al miglioramento della qualità della vita, derivante dalla salubrità dell’ambiente e dalla salvaguardia delle acque, evitando l’inquinamento da pesticidi e inquinanti delle falde acquifere, creando così un ambiente sano nel quale vivere e crescere i propri figli.
All’aumento della biodiversità (no alle monocolture estese) che rende l’ambiente sempre più integro e fertile permettendone anche un utilizzo salutistico e sportivo (pet therapy, ciclovie, ecc.) con un’offerta turistica in sintonia con la natura.
Ad una zootecnia di qualità, che valorizza le razze autoctone, con una filiera biologica dei prodotti, e una distribuzione sul territorio sostenibile, individuando e selezionando gli ambiti adatti a questo sviluppo in modo che non entrino in collisione con altre realtà produttive.
Alla ripopolazione delle zone montane, poiché vi si possono avviare progetti di riqualificazione che le rendano desiderabili, come ad es. la coltivazione delle piante  officinali ecc. (es. Svizzera), come pure un’offerta turistica di immersione nella natura.

Gli esperti di clima affermano che da qui a quindici anni sotto i duemila metri il clima cambierà e l’offerta turistica basata solo sullo sci andrà in crisi.

Il distretto biologico è un progetto unitario del territorio che crea sinergia cambiando l’offerta turistica, arricchendola con un più esteso utilizzo del territorio, offrendo un contatto con gli animali, con le aziende agricole, con la natura dei parchi, escursioni, conoscenza dei nostri prodotti tipici, come pure la degustazione dei nostri piatti
tradizionali e quant’altro.
Alla ridefinizione dell’immagine della nostra Provincia. Il cambio di immagine e la proposta di un territorio innovativo, renderà la Provincia di Trento all’avanguardia e desiderabile.
All’interazione di tutte le produzioni e iniziative economiche, sociali e naturalistiche, creando quella sinergia indispensabile al fine di produrre un’offerta omogenea e omnicomprensiva del territorio contrastando la dispersione e la frammentazione dell’attuale situazione sinonimo di debolezza e fragilità dell’offerta.
Il distretto biologico è il motore dello sviluppo su una base sostenibile e condivisa da tutti. E’ inclusivo poiché all’interno di esso c’è posto per tutti e viene data a tutti la possibilità del cambiamento nei tempi e modalità confacenti alla propria situazione.
La somma di tutto ciò è di più del territorio stesso.