A cura di Roberto Guglielmi

Naturalista Ornitologo, Delegato LIPU Sezione di Vittorio Veneto

In merito ai recenti interventi di diradamento delle piante acquatiche nel Lago di Santa Maria, effettuati dal Comune di Revine (TV)  con la nuova barca taglia-alghe, si ricorda che i laghi di Revine rappresentano un SIC (Sito di importanza Comunitaria), appartenente alla Rete Natura 2000, istituito nel 2000 e, come tale, soggetto a tutela.

La superficie lacustre ospita le tipiche comunità idrofitiche di acque ferme, stagnanti ed eutrofiche, con poche specie, tra cui: il millefoglio d’acqua comune (Myriophyllum spicatum), la ninfea comune (Nymphaea alba), la ninfea gialla (Nuphar luteum), l’erba scopina (Hottonia palustris), il morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae). Queste comunità sono molto sensibili alle alterazioni delle condizioni ambientali di origine antropica.
Inoltre, qualsiasi intervento di diradamento della vegetazione delle sponde del lago, andrebbe effettuato al di fuori del periodo riproduttivo degli uccelli.

Lungo le rive dei laghi, infatti, si riproducono specie come la folaga (Fulica atra) e lo svasso maggiore (Podiceps cristatus), che possono avere i nidi – piattaforme galleggianti, ancorate alle piante acquatiche – anche a luglio inoltrato. Per non parlare del tarabusino (Ixobrychus minutus), un migratore trans-sahariano, nonchè il più piccolo rappresentante della famiglia degli aironi, che si riproduce nei canneti che bordano i laghi.

Quest’ultima specie è presente nell’Allegato I della Direttiva Uccelli (2009/147/CE), e pertanto sono previste per essa misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat.
Si ricorda inoltre che tutta la fauna è patrimonio indisponibile della Stato, ai sensi della legge n. 157 del 1992, e come tale meritevole di tutela.

03 LUGLIO 2021