E' risaputo che la nostra città non scherza con l'agricoltura. Da secoli è uno tra i più importanti distretti agricoli, e la sua economia si è sempre basata sul settore primario. Tranne le arance, tutti gli immaginabili prodotti agricoli sono presenti.
La sua Fiera dell'agricoltura, il Vinitaly e la Fieracavalli sono conosciute in tutto il mondo.

L'evoluzione subita dall'agricoltura tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso è andata verso la monocultura. Settori molto redditizi, come il vino, hanno attirato investimenti guidati dalla logica del profitto, e così si sono persi gli equilibri ecologici, sociali, ambientali.

La contemporanea esplosione edilizia dagli anni '80 in poi, la parcellizzazione delle abitazioni, la moda di vivere in campagna, hanno portato in molte zone una contiguità delle abitazioni ai campi che si sta rivelando causa di un conflitto sociale notevole.

Il gruppo dei "Medici Per l'Ambente" (ISDE) di Verona vuole andare a fondo della questione.

Vuole studiare con dati scientifici inoppugnabili l'esposizione residenziale ai pesticidi di una grande fascia di popolazione. Sappiamo che la deriva dei trattamenti ha una raggio di dispersione relativo alla micronizzazione delle gocce, all'intensità del vento, alle condizioni orografiche del territorio. Sappiamo quali e quanti sono i pesticidi nel cibo (dati EFSA) e nelle acque superficiali e profonde (dati ARPAV), ma non ci sono evidenze a proposito di quello che respiriamo anche nei giardini o balconi delle nostre case.

Vogliamo colmare questa lacuna e, con il contributo di agronomi, di laboratoristi e di statistici abbiamo elaborato un sistema che sembra corrispondere bene alle esigenze scientifiche: in un determinato giorno (e in alcuni punti per due volte al giorno) si preleverà un adeguato campione di foglie del proprio giardino o orto, si recapiterà ad un laboratorio che ne esaminerà i dati cercati. Naturalmente devono essere esclusi (o almeno dichiarati) tutti i fattori confondenti che possono inquinare i campioni (come l'uso di biocidi o collari antiparassitari per cani).

Sarà un lavoro privo di conflitti di interessi, e con una novità: i finanziamenti (sono necessari 10 mila euro per un congruo numero di esami) saranno raccolti con un crowdfunding sulla piattaforma "Produzioni dal basso". Verona è la provincia con il più grande consumo di pesticidi in Italia, ma è anche una città dove si vuole affrontare il problema nel modo più rigoroso. Per la salute di cittadini, agricoltori e apoidei, per trovare un equilibrio tra eco-sistemi ed eco-nomie davvero sostenibili. Perché le istituzioni, le associazioni di categoria non si nascondano dietro un filo d'erba e prendano decisioni adatte al momento che viviamo.

Sarà inoltre un interessante esperimento di partecipazione, di progettazione e di condivisione dal basso, in cui ogni persona, a seconda della sua sensibilità al tema, contribuisce alla riuscita del progetto nella misura in cui crede.

Per arrivare fino a questo punto c'è stata una proficua collaborazione fra tecnici, con scambi di idee e di esperienze, e si auspica un seguito ancora più intenso, dove poter collaborare con le istituzioni addette alla ricerca (come le Facoltà di Agraria e di Medicina) per trovare le soluzioni migliori.