A pochi giorni dalla pubblicazione dell'”Atlante degli insetti", il report sullo stato di salute delle popolazioni di insetti nel mondo, leggere notizie come quella di Ponte di Piave (TV), provoca rabbia e indignazione. Contemporaneamente, come altrove in Italia, molti Comuni stanno aderendo al progetto Comune Amico delle Api. Recente è l'iscrizione di Treviso.

A commento delle due notizie sopra citate, pubblichiamo una lettera indirizzata al Sindaco di Negrar di Valpolicella (VR), al quale, come a tutti i sindaci, la legge delega il compito di controllare e di sanzionare chi sparge nell'aria sostanze nocive per la salute e per l'ambiente.



fonte: Veramente.org

10.05.2020


Caro Sindaco,
in questi difficili giorni di pandemia sui tabelloni elettronici dell'Amministrazione comunale è stata data la bella notizia che Negrar di Valpolicella diventa Comune Amico delle Api. Se andiamo sul sito ufficiale del Comune la notizia è riportata con data 20 aprile:

"La Giunta Comunale ha approvato il provvedimento di ADESIONE ALLE INIZIATIVE DEI COMUNI AMICI DELLE API. Si tratta di un progetto COFINANZIATO DALLA COMUNITA' EUROPEA che punta a promuovere a 360 gradi l'attività degli apicoltori:
- perchè le api salvaguardano la biodiversità;
- perchè migliorano la sicurezza alimentare;
- perchè sviluppano il benessere socio - economico di ogni comunità".

Caro Sindaco, ma quanti perché. Perché uno, perché due, perché tre. Quante cose sanno fare le api!
E gli uomini? Che fanno? Perché delegare alle api compiti che spetterebbero a tutti noi?
Non dovremo essere noi a salvaguardare la biodiversità, la sicurezza alimentare, il benessere socio-economico di ogni comunità?

Le api ne hanno già abbastanza di lavoro da fare per poter sopravvivere e riprodursi in un ambiente iper antropizzato com'è il nostro territorio, sempre più ostile a loro.
Come si legge sul sito del Comune di Negrar di Valpolicella, le virtù delle api viste con gli occhi degli uomini sono innumerevoli. Per le api forse non è lo stesso. Le api facevano quello che fanno ben prima che la nostra comparsa sul pianeta mettesse in dubbio la loro sopravvivenza. E continueranno a farlo, continueranno a sopravvivere e a riprodursi anche in nostra assenza, sempre che la scomparsa della nostra specie non sia anche la causa della loro sparizione.
Le api, lo sappiamo, così come le altre specie vegetali e animali, vivono tranquillamente anche senza di noi. La nostra specie nell'economia dell'evoluzione non ha poi tutta quell'importanza che si arroga, se non, negativamente, per la distruzione delle altre specie.
Ma torniamo a bordo. Allora, Negrar di Valpolicella diventa amico delle api. E prima? Che è successo alle api di Negrar di Valpolicella prima di questa lieta notizia? Nessuno lo sa. Lo sanno invece gli apicoltori. Purtroppo lo sa anche chi in questa prima decade di maggio 2020, quando la notizia di Negrar Amico delle Api ha iniziato a girare, ha assistito a una improvvisa moria di api.
Che ci sia ancora lo zampino degli uomini?

Torniamo a Negrar e alla lieta notizia. Finalmente d'ora in poi Negrar diventerà amico delle api. Di quelle decimate a centinaia e a migliaia negli anni passati per scelte economiche scellerate nessuno parla. È troppo pericoloso parlarne. Troppo compromettente. Chi dovrebbe pagare i danni che le api hanno subito a causa di una vignettizzazione che ha distrutto centinaia di ettari di boschi e praterie e sparso nell'aria una quantità impressionante di veleni?
Nessuno dice niente.
Forse le statistiche delle api morti? Forse quelle degli uomini morti chi per questo e chi per quel tumore?
Nessuno dice niente.
Chi dovrebbe prendere la parola? Viene il sospetto che la news "Negrar di Valpolicella diventa amico delle api" sia un nuovo slogan con velleità ecologistiche, sì, ma ipocrite, buono per raccogliere consenso, ma che nella realtà dei fatti è solo fumo negli occhi. Basta girare per i campi in questi giorni di trattamenti dei vigneti, trattamenti massicci che non conoscono orari, in barba al regolamento che vale solo per l'altro, mai per se stessi e che comunque nessuno controlla. Ora a dominare è il covid-19, trattamento in più trattamento in meno, cosa cambia?

  E le nostre api, di cui siamo diventati finalmente amici, quei veleni nell'aria non lo respirano forse come facciamo anche noi che api non siamo? Come possiamo dirci amici delle api se, in mancanza di un senso di responsabilità individuale per l'ambiente, nessuno va mai per i campi a controllare e a multare chi usa in maniera irresponsabile la chimica e ammazza le api? E se fosse finalmente la volta buona?
La bella notizia c'è. Ci rallegra il cuore che il Comune di Negrar sia diventato amico delle api. Negrar ha veramente deciso di diventare amico delle api? Se così fosse, perché non incominciare con dare una medaglia al valore alle api che ancora sopravvivono qui sul nostro territorio? Perché non portare una corona di fiori alle api cadute letteralmente sui campi?

Viene naturalmente da pensare che chi ama un amico, di una vera amicizia, non di un'amicizia digitale, come quella che siamo tristemente abituati a trovare sul mercato, dicevamo appunto che chi ama un amico in primo luogo lo rispetta e, se sta male, se ne prende gratuitamente cura, senza voler nulla in cambio. Un amico non fa calcoli. Non accontenta cani e porci pur di essere amico di tutti. Perché amici di tutti, soprattutto quando questi tutti sono realtà economiche che vedono la tutela dell'ambiente solo come ostacolo al raggiungemento del proprio profitto, non si può essere. Non si può essere amici delle api e anche amici di chi le api le ammazza con i veleni. Allora per essere amici delle api, caro Sindaco, bisogna avere la forza di decisioni coraggiose, di dire le cose come stanno e di smetterla di menare il can per l'aia come si è sempre fatto nel comune di Negrar di Valpolicella, magari dando un colpo al cerchio e uno alla botte.
Vogliamo diventare veramente amici delle api?
Bene. Allora decidiamo da che parte stare. Tertium non datur.

Gli amici delle api.




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