Abbiamo chiesto al dottor Luigino Dal Vecchio, Medico del Lavoro che per anni si è occupato di Malattie Professionali presso lo SPISAL dell’ULSS 9 di Treviso, di interpretare i dati delle analisi riguardanti i Laghi di Revine e Tarzo, presenti nel Rapporto 2017 della Agenzia ARPAV sullo stato delle Acque Superficiali del Veneto. La valutazione dei dati è riportata nel documento CONTENIMENTO DEL RISCHIO E SALUTE PUBBLICA NEL CASO DEI LAGHI DI REVINE E TARZO  qui sotto pubblicato. Invitiamo tutti, in primis i Sindaci della Vallata, a prendere visione del documento.

 


Contenimento del rischio e salute pubblica

[Interpretazione dati monitoraggio ambientale (qualità risorse idriche) nel contesto dalla sanità pubblica.]

di Luigino Dal Vecchio


Recentemente è stato pubblicato da parte dell’ARPAV il “rapporto tecnico” anno 2017, relativo alla media dei dati 2014-2016, su:
Stato dell’acqua superficiale del Veneto. Corsi d’acqua e laghi

Da questi rilievi si ricavano i seguenti dati:

  • nel lago di Santa Maria sono presenti: Arsenico, 4,4 DDT e DDT totale, Dimetomorf, Metalaxil e Metalaxil-M e Terbutalazina.
  • Nel Lago di Lago di Revine sono presenti: Dimetomorf, Metalaxil-M e Terbutalazina.

Dati tossicologici

Nell’acqua, l’Arsenico è presente in forma inorganica, che è la più tossica. Il limite di concentrazione per la potabilità dell’acqua è 10 microngr/l. Lo IARC (Agenzia Internazionale Ricerca Cancro) considera l’arsenico: cancerogeno certo. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) nel 2009 ha evidenziato 4 patologie in seguito all’ingestione di acqua ed alimenti contenenti arsenico e/o contatto: “tumore della vescica”, “tumore del polmone”, “tumore della pelle” e lesioni cutanee (iper- ipopigmentazione, cheratosi e melanosi).

Dimetomorf: H411- tossico per gli organismi acquatici con effetti a lunga durata, H400- molto tossico per gli organismi acquatici, H412 nocivo per gli organismi acquatici con effetti a lunga durata, H315 provoca irritazione cutanea, H317 può provocare reazione allergica cutanea, H318 provoca gravi lesioni oculari. Non classificato come mutageno, no cancerogeno e no tossico sul sistema riproduttivo.

Ci sono dati discordanti sul Metalaxil e Metalxzil-M, non riconosciuti ufficialmente come cancerogeni dalle autorità deputate alla valutazione dei rischi per “carenza grave” dei dati. Effettivamente, nel data base ECHA (Agenzia Chimica Europea) il Metalaxil-M non risulta avere effetti cancerogeni o dannosi per il sistema riproduttivo e non presenta rischi ambientali. Recentemente però nel 2016 l’ECHA riclassifica il Metalaxil come sospetto mutageno e sospetto tossico per la riproduzione. Si capisce da questa considerazione come sia complesso districarsi sui dati della letteratura riguardo la valutazione degli effetti cronici sulla salute umana. 

Dalle schede di sicurezza 2017

il Metalaxil-m; H302 nocivo se ingerito, H318 provoca gravi lesioni oculari, H 317 può provocare reazione allergica cutanea, H319 provoca grave irritazione oculare, irritazione oculare con possibile opacità corneale, H410 molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata, no tossico per la riproduzione no effetti mutageni sugli animali.

Metalaxil, stessa fonte; H412 nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata, H302 nocivo se ingerito, H 317 può provocare reazione allergica cutanea.

Terbutilazina; H302 nocivo se ingerito, H317 può provocare reazione allergica cutanea, H319 può provocare grave irritazione oculare, H373 può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata e ripetuta, H400 molto tossico per gli organismi acquatici, H410 molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.

4,4 DDT: H301 tossico se ingerito, H351 sospetto di provocare il cancro (classe 2B), H372 può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata e ripetuta, H410 molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. È stata riconosciuta anche l’attività come interferente endocrino. Nonostante sia stato vietato l’uso in Italia dal 1978, data la sua lunga-lunghissima persistenza (svariati decenni) si continua a ritrovare nelle acque italiane e di altri stati europei oltre che nei mari.

Premesse e considerazioni

DLgs 14 Ago 2012 n. 150 all’art. 1:

Il presente decreto definisce le misure per un uso sostenibile dei pesticidi, dei prodotti fitosanitari come definiti dall’art. 3, c. 1 lett. a, al fine di:

  1. a) Ridurre i rischi e gli impatti sulla salute umana, sull’ambiente e sulla biodiversità;
  2. b) Promuovere l’applicazione della difesa integrata e di approcci alternativi o metodi non chimici;

Per raggiungere i citati obiettivi il piano si propone svariate azioni fra le quali:

-    Proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata;

 -    Tutelare i consumatori;

-    Salvaguardare l’ambiente acquatico e le acque potabili;

-    Conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi;

-     Assicurare una capillare e sistematica azione di formazione sui rischi connessi all’impiego dei prodotti fitosanitari (PF);

-     Garantire una informazione accurata della popolazione circa i potenziali rischi associati all’impiego dei PF;

-     Assicurare una capillare e sistematica azione di controllo regolazione e manutenzione delle macchine irroratrici;

-     Prevedere il divieto di irrorazione aerea salvo deroghe in usi specifici;

-     Prevedere specifiche azioni di protezione in aree di elevata valenza ambientale e azioni di tutela dell’ambiente acquatico;

-     Individuare indicatori utili alla misura della efficacia delle azioni poste in essere con il Piano e favorire una ampia divulgazione dei risultati del relativo monitoraggio;

Nell’ art.  2, nell’ambito dell’applicazioni del decreto si specifica che le disposizioni del decreto stesso si applicano tenendo conto del principio di precauzione, quando è necessario un intervento di limitazione o di divieto di utilizzo di PF in circostanze o aree specifiche a fronte di un potenziale pericolo per la salute umana, animale e per l’ambiente.

La salute umana va salvaguardata tenendo conto della definizione di gruppi vulnerabili, non essendoci una legislazione specifica al riguardo eccetto per il Lavoratore per il quale si applica il DLgs 81/2008 con le s.m.i. All’art. 24 del regolamento (CE) n. 1107/2009 e del consiglio del 21 Ott. 2009 si definisce la categoria di “Gruppo Vulnerabile” come l’insieme delle persone che necessitano di una attenzione particolare nel quadro della valutazione degli effetti acuti o cronici dei prodotti fitosanitari sulla salute. Tale categoria comprende donne incinte ed in allattamento, nascituri, neonati, bambini, anziani, i lavoratori ed i residenti fortemente esposti ai pesticidi sul lungo periodo.

Nonostante i vantaggi che possono rappresentare dal punto di vista agricolo, i pesticidi per le loro proprietà intrinseche possono risultare nocivi per gli organismi non bersaglio ed avere effetti indesiderati sulla salute umana, animale e sull’ambiente. Nonostante le incertezze e le contraddizioni sulla patogenesi e tossicologia dei PF o loro metaboliti, gli studi epidemiologici, gli studi sperimentali su animali o in vitro hanno fornito molti dati sulla pericolosità dei pesticidi sulla salute umana.

Conclusioni

Risulta perciò di fondamentale importanza, per limitare il rischio, controllare l’esposizione. Quindi, finché non viene raggiunto un più completo chiarimento sul rischio cancerogeno e sulle altre patologie ascrivibili ai PF: bilanciare il potenziale rischio di malattia (anche se incerto), derivante dall’uso dei PF, rimane un problema di salute pubblica. Nel frattempo, chi si occupa di salute pubblica, in primis i Sindaci, dovrebbe sottolineare l’importanza di ridurre l’esposizione personale a tutti i pesticidi, per controllare il rischio cancerogeno e tutti gli altri rischi, sia noti che poco noti o incerti, sulla salute umana.

Gli strumenti usati dovranno essere, fra le altre cose previste dalle raccomandazioni europee e decreti Nazionali: l’informazione, la bonifica ambientale, i divieti d’uso o quant’altro sulle aree di interesse o di pregio ambientale, e controllo dell’uso dei pesticidi.
                                                                                        
                                                                                                     
 Dottor Luigino Dal  Vecchio - Medico del Lavoro   


 

 

Donazione

SOSTIENI MARCIA STOP PESTICIDI
Con una donazione contribuisci all'azione del movimento per una agricoltura ed una alimentazione libere da veleni