Categoria: Ecologia
Pagine: 3
Biblioteca: Archivio digitale PDF
Anno: 2017
File: Vineis----Difesa-del-Principio-di-Precauzione---EP---2017.pdf
Note: Editoriale del n°1 anno 41 - della Rivista "Epidemiologia & Prevenzione"

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Recensione

Scritto da Redazione MSP


e&p Epidemiologia & Prevenzione: anno 41 (1) gennaio-febbraio 2017
Non rimettiamo in discussione il principio di precauzione (A defense of the Precautionary Principle)

Paolo Vineis
Imperial College, London UK


Da diverse fonti giungono attacchi al «principio di precauzione». Gli ultimi due esempi sono l’articolo di Marcello Lotti, già ordinario di medicina del lavoro dell’Università di Padova, pubblicato da Il Sole 24 Ore il 25 novembre 2016 («C’è un limite alla precauzione») e l’appello di 200 scienziati apparso sulla rivista Toxicology.1,2
Il principio di precauzione è stato introdotto nella legislazione europea in seguito alla constatazione che:
a) vengono oggi commercializzate circa 80.000 sostanze chimiche di sintesi, di cui solo alcune centinaia adeguatamente saggiate per la tossicità;
b) attendere che la tossicità si manifestinella specie umana, magari dopo decenni, non è eticamente accettabile. Da queste semplici premesse derivano alcuni inevitabili corollari:
è necessario un metodo sistematico di screening per la tossicità, cioè sono necessari test surrogati(non nell’uomo) che siano predittivi di quanto avviene nella specie umana;
inoltre è necessaria una continua, sistematica e accurata valutazione delle prove di nocività/innocuità.

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