Le persone che vivono vicino ai vigneti sono più esposte ai pesticidi rispetto a coloro che vivono più lontano. Questo è il risultato principale dello studio PestiRiv, condotto congiuntamente da Santé publique France e ANSES [Agence nationale de sécurité sanitaire de l'alimentation, de l'environnement et du travail]. Lo studio su larga scala è stato condotto nel 2021-2022 in 265 aree vitivinicole e non, con 56 sostanze rilevate nell'aria esterna [all'aperto], nell'aria interna [ambiente domestico] e nelle polveri, nonché nelle urine e nei capelli dei partecipanti allo studio. Inoltre, sono state raccolte informazioni precise sulle abitudini domestiche e sugli stili di vita dei partecipanti. I risultati dello studio PestiRiv forniscono quindi, per la prima volta su tale scala, una descrizione dettagliata della contaminazione ambientale e dell'impatto su coloro che vivono vicino ai vigneti. Per limitare l'esposizione di costoro ai pesticidi, le due agenzie richiedono che ci siano interventi alla fonte stessa delle contaminazione. Inoltre, raccomandano di ridurre i trattamenti e la loro deriva, puntando, soprattutto, sull'attuazione della strategia Ecophyto 2030.
Comunicato di Generations Futures.
PestiRiv: sono stati finalmente pubblicati i dati che consentono di riconoscere l'effettiva esposizione ai pesticidi dei residenti nelle zone viticole e la necessità di ridurre questa preoccupante esposizione!
CHI HA TRADITO IL GREEN DEAL EUROPEO?
QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA MOBILITAZIONE REAZIONARIA DEGLI AGRICOLTORI?
Mercoledì 17 settembre presso la Camera del Lavoro CGIL di Conegliano, alle ore 20:00, Flai CGIL Treviso, Flai CGIL Veneto e il Comitato Marcia Stop Pesticidi promuovono una conferenza pubblica per la presentazione e la discussione del nuovo e importante Rapporto curato dall’Associazione Terra!, che analizza il progressivo smantellamento delle politiche ecologiche europee in campo agricolo.
Fonte: Corriere della Sera - 27.08.2025
Uno studio recentissimo (1) ha confrontato l’incidenza totale dei tumori e la quantità di 69 pesticidi sparsi sui campi nelle oltre 3000 contee americane e ha concluso che «i veleni agricoli sarebbero responsabili di circa un quarto dei tumori totali negli Stati Uniti».
Il valore della filiera agroalimentare nell’ambito della criminalità organizzata è di 25,2 miliardi di euro: un business molto redditizio. Che si innesta in un settore dove i margini possono essere enormi, soprattutto se si va in deroga alle istanze ambientali e sociali. Il sistema alimentare evidenzia in che misura le persone più fragili all’interno della società diventano vittime di disuguaglianze strutturali socioeconomiche, di salute e di accesso ai diritti. D’altronde ghetti e schiavitù, il caporalato, non sono fenomeni legati all’essere migranti, ma all’essere in stato di bisogno, quindi ricattabili.
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