Vivere vicino a un vigneto può avere gravi conseguenze sulla salute. Secondo uno studio nazionale condotto in Francia, le persone che vivono vicino ai vigneti sono più esposte ai pesticidi rispetto a quelle che vivono più lontano. La ricerca è stata condotta da Santé Publique France e dall'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare e l'ambiente (ANSES) in più di 250 località in sei regioni vitivinicole. I bambini piccoli, di età compresa tra i tre e i sei anni, sono particolarmente colpiti da questa esposizione. Ciò si aggiunge ai risultati di PAN Europe e dei suoi membri, che chiedono zone cuscinetto molto più ampie per proteggere i cittadini che vivono vicino ai terreni in cui vengono applicate sostanze tossiche.
Il progetto di ricerca PestiRiv prevedeva l'analisi dell'urina, dei capelli, dell'aria interna agli ambienti ed esterna, e della polvere. Quasi 2.700 persone (1946 adulti e 742 bambini) hanno preso parte allo studio effettuato nel 2021 e nel 2022.[1] I risultati sono stati chiari: i residenti che vivevano entro 500 metri dai vigneti avevano livelli più elevati di pesticidi nei loro corpi e nelle loro case rispetto a quelli che vivevano più lontano, in particolare durante i periodi di irrorazione.
«I risultati di PestiRiv confermano ufficialmente ciò che Générations Futures dimostra da anni attraverso il suo lavoro: i residenti che vivono vicino alle aree coltivate (e senza dubbio non solo ai vigneti) sono più esposti ai pesticidi rispetto al resto della popolazione, e questa esposizione aumenta quanto più vivono vicino alle colture.» afferma François Veillerette, portavoce di Générations Futures.
Questa ricerca fornisce, per la prima volta e su larga scala, una descrizione dettagliata dell'inquinamento ambientale e della popolazione residente nelle zone vitivinicole di un paese in cui il 4% dei cittadini vive vicino a queste colture. I risultati sono conclusivi grazie alla diversità dei campioni e coincidono con quelli dei pochi studi condotti negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi.
I tribunali stanno iniziando a riconoscere la minaccia a cui sono esposti i cittadini che vivono vicino alle coltivazioni. L'anno scorso il tribunale francese di Versailles ha stabilito che i regolamenti di "buon vicinato" [simili ai nostri "regolamenti di polizia rurale" N.d.R.] consentono una distanza troppo ridotta per l'irrorazione di pesticidi vicino alle case. È stata una vittoria significativa per Générations Futures e per altre sei ONG che hanno presentato ricorso contro questi regolamenti. Più di recente, la Corte d'appello dell'Olanda Meridionale ha stabilito che i cittadini devono essere protetti dai pesticidi tramite una fascia cuscinetto di 250 metri tra case e campi.[2] [3]
Principali vittime: i bambini piccoli
Le attività agricole sono le principali cause di contaminazione ambientale: inquinamento dell'aria, degli spazi esterni e della polvere domestica; si manifestano persino in marcatori biologici come l'urina e i capelli. Secondo i risultati francesi, i bambini dai tre ai sei anni sono i più colpiti dall’esposizione ai pesticidi.
Le persone che vivono vicino ai vigneti sono soggette a un'esposizione significativamente più elevata rispetto a quelle che vivono più lontano (a oltre 5 km dai vigneti più vicini). Nelle zone vitivinicole la contaminazione urinaria è dal 15% al 45% più elevata, mentre le concentrazioni di pesticidi nell'aria possono raggiungere fino a dodici volte quelle delle regioni più lontane. Nella polvere domestica la differenza è ancora più drammatica: i livelli possono essere fino al 1000% più alti.
Prove simili in altri paesi dell’UE
Per questo studio sono stati scelti i vigneti perché le viti sono piante permanenti, spesso situate vicino alle case e generalmente soggette a significative applicazioni di pesticidi. Tra le sostanze trovate figurano sostanze chimiche ben note come il glifosato, nonché fungicidi specifici dei vigneti che sono stati associati al Parkinson, come folpet o metiram.[4] Questi pesticidi possono viaggiare oltre le aree trattate attraverso la deriva dei prodotti irrorati o l'evaporazione, e successivamente depositarsi nuovamente sul terreno. Poiché la primavera e l'estate del 2022 sono state calde e secche, sono stati necessari meno trattamenti, il che significa che l'esposizione potrebbe essere ancora maggiore negli anni più umidi.
Un'altra ricerca di PAN Europe condotta in Alto Adige, in Italia, ha evidenziato la contaminazione da pesticidi nei parchi giochi situati in un'importante regione di coltivazione di mele. Tracce di pesticidi sono state rilevate anche in aree con zone cuscinetto ampie fino a 30 metri, rivelando che è stata sottovalutata la deriva dei pesticidi. Anche la rete di cittadini olandesi Meten=Weten, in collaborazione con PAN Netherlands, ha dimostrato nella sua ricerca come i pesticidi vengono diffusi nei giardini, nelle case, nei parchi giochi e persino nelle riserve naturali.
Inoltre, uno studio tedesco del 2025 ha dimostrato che i pesticidi si diffondono molto più lontano dai terreni irrorati di quanto si pensasse in precedenza.[5] Guidati dal professor Dr. Carsten Brühl, gli scienziati hanno testato lo strato superficiale del suolo, la vegetazione, i corsi d'acqua e le pozzanghere in 78 località su un'area di 180 km, che va dalle remote foreste montane dell'UNESCO ai terreni agricoli nell'Alto Reno. Residui sono stati trovati nel 97% dei campioni. In totale il team ha rilevato 63 pesticidi diversi.
Necessità di agire
Per questo motivo, le agenzie francesi raccomandano di ridurre l’uso dei pesticidi a quanto strettamente necessario. Lo studio dimostra che la quantità di prodotti utilizzati e la vicinanza delle abitazioni ai vigneti sono i due principali fattori che contribuiscono all'esposizione. Questa osservazione conferma la necessità di intervenire sulla fonte delle emissioni per limitare l'esposizione delle persone che vivono più vicine alle colture.
PAN Europe si batte per una significativa riduzione dell’uso di pesticidi e per un’urgente espansione delle zone cuscinetto di almeno 150 m per i pesticidi tossici, al fine di proteggere adeguatamente la salute pubblica.
Fonte: Pan Europe - 26.09.2025 - Nostra traduzione
Note e riferimenti
- We need effective buffer zones - against a cloud of pesticides
- PestiRiv: finally, data that recognises the actual exposure of residents living near wine-growing areas to pesticides(link is external) (Website Générations Futures)
Note
[2] Dutch court of appeal orders 250 m buffer strip between field and houses – ban on lily cultivation
[3] Court victory in France: residents' need better protection from pesticide spraying
[4] A haze of pesticides over the land
[5] Pesticides contaminate on a landscape scale - far beyond the fields





