La transizione ecologica dell'agricoltura europea, concepita come una svolta radicale verso sistemi alimentari più sostenibili, è gravemente compromessa. È quanto emerge dal nuovo report intitolato "La transizione tradita - Come l'agroindustria ha fermato il Green Deal in agricoltura", pubblicato dall'associazione ambientalista Terra!, e qui disponibile in Pdf.

Il rapporto rivela come, tra guerra, crisi internazionali, intense pressioni delle lobby agroindustriali e dilaganti proteste del settore agricolo, l'Unione Europea e stati membri come l’Italia abbiano progressivamente fatto marcia indietro rispetto agli ambiziosi obiettivi iniziali del 2019, anno di approvazione del Green Deal. E prova a rispondere a una domanda cruciale: aver cancellato queste misure ecologiche ha migliorato la vita degli agricoltori europei? Le deroghe concesse dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, la sospensione di fondamentali obiettivi ambientali e l’indebolimento di concetti chiave come "sostenibilità" e "biodiversità" nei documenti ufficiali, sono solo alcuni degli indicatori di questa inversione di rotta.

Il report ricostruisce dettagliatamente come il cibo e le politiche che lo regolano siano diventati uno dei campi di battaglia su cui si è consumato il conflitto tra i sostenitori delle misure ambientali come elemento necessario per costruire modelli alimentari in grado di sopravvivere sul lungo periodo e chi considera la transizione ecologica solo un fardello da eliminare. Uno scontro costruito ad arte per affossare il Green Deal, in nome di un’autosufficienza alimentare, che in realtà nasconde gli interessi - privati - delle forze produttiviste europee: produrre di più, ad ogni costo. Un approccio ravvisabile anche nelle semplificazioni della Politica Agricola Comune, proposte a maggio: ulteriori riduzioni delle misure ambientali; eliminazione dell’obbligo di allineare i Piani Strategici nazionali della PAC alle norme europee su clima e ambiente.