fonte : La Tribuna di Treviso
Pesticidi, in Veneto deroga contro la flavescenza. «Autorizzato anche il più pericoloso»
Il Veneto e le altre Regioni chiedono di utilizzare il clorpirifos, nocivo per i bambini. Zanoni: «Un rischio inaccettabile»
Andrea De Polo
Può danneggiare lo sviluppo mentale dei bambini, causare disabilità psichica e autismo, determinare squilibri ormonali e metabolici. Ma a giugno si potrà tranquillamente utilizzare sui vigneti veneti per combattere la flavescenza dorata. Il clorpirifos, pesticida e insetticida tra i più potenti ed efficaci nella lotta alla cicalina, vietato nell’Unione Europea dal 2020, sta per tornare in auge grazie a una deroga chiesta al ministero della Salute dal Servizio Fitosanitario Nazionale, appoggiata dalla Regione Veneto (e dalle altre Regioni), con lo scopo di contrastare l’epidemia di flavescenza dorata. Il caso è sollevato dal consigliere regionale Pd Andrea Zanoni: «Inaccettabile la richiesta di deroga per un prodotto con conseguenze gravissime sulla salute dei nostri bambini». Dal canto suo, la difesa della Regione Veneto è affidata all’assessore all’Agricoltura Federico Caner, che ricorda come la richiesta sia stata fatta su scala nazionale, e assicura che l’intenzione è di autorizzare il clorpirifos soltanto una volta all’anno, tra giugno e luglio. Il ministero della Salute sembra intenzionato a concedere la deroga.
La denuncia
Un passo indietro: il clorpirifos, pur essendo vietato nell’Ue dal gennaio 2020, si poteva utilizzare in deroga dal 2021 contro la cimice asiatica, nei frutteti. Ora l’ipotesi, quanto mai concreta, di estenderne l’utilizzo ai vigneti, contro la peggiore epidemia degli ultimi anni, quella flavescenza dorata che, causata dalla cicalina, sta facendo strage di piante (e di raccolto). «Un mese fa - racconta Zanoni - alcuni produttori bio erano venuti a parlarmi di ciò che avevano sentito: una richiesta di deroga per un prodotto, il clorpirifos, estremamente dannoso per la salute dei bambini. È un pesticida e insetticida organofosfato che può danneggiare lo sviluppo mentale dei bambini, determinando casi di riduzione del quoziente intellettivo, disabilità psichica e autismo». La richiesta del Servizio Fitosanitario Nazionale è di fine dicembre 2022. Il 22 marzo di quest’anno Zanoni presenta una richiesta di accesso agli atti inerente la domanda di utilizzo del clorpirifos e di un altro pesticida, il Thiamethoxam (che, al contrario del clorpirifos, non dovrebbe ottenere la deroga). Pochi giorni fa, il 5 aprile, l’interrogazione di Zanoni con la richiesta alla Regione di rinunciare alla deroga.
L’emergenza
Ma dietro la battaglia sulla deroga al clorpirifos c’è una più sottile tensione tra il mondo dei produttori “bio” e gli agricoltori tradizionali. Su un punto sono tutti d’accordo: la flavescenza dorata è un’emergenza, mai come in passato. Sulle soluzioni da mettere in atto, si scontrano due mondi. Da una parte la pressione per la chimica, magari con un solo trattamento l’anno a base di clorpirifos, in grado di debellare definitivamente l’agente patogeno. Dall’altra, un ragionamento di sistema. «La flavescenza non si combatte con la chimica, ma rinunciando alla monocoltura del vigneto» commenta Andrea Zanoni, «la flavescenza sta aumentando sempre di più, è vero. La cicalina c’è sempre stata ed è sempre stata combattuta. Ma fino a qualche anno fa si fermava perché si “imbatteva” contro una siepe, o un campo di mais, o un’altra barriera naturale. Adesso non c’è soluzione di continuità tra un vigneto e l’altro e quindi continua a diffondersi. La soluzione per qualcuno è dare una deroga all’insetticida proibito che uccide anche i pochi insetti antagonisti, senza considerare gli effetti collaterali».



