Il Lussemburgo, che nel 2020 è stato il primo paese dell'Unione Europea a vietare il glifosato ha annunciato, lunedì 3 aprile, di riautorizzare la commercializzazione di prodotti a base del controverso erbicida; una decisione imposta dal sistema giudiziario del Granducato.
Il 1° febbraio 2020 , il Paese di 645.000 abitanti aveva ritirato l'autorizzazione alla commercializzazione dei prodotti fitosanitari a base di glifosato, tollerando lo smaltimento delle scorte esistenti, prima di vietarne completamente l'uso sul suolo lussemburghese dal 1° gennaio 2021. Ma questo divieto è stato invalidato venerdì 31 marzo da una decisione presa in appello dal tribunale amministrativo del Lussemburgo.
I giudici hanno evidenziato «l'assenza di indicazione di alcun argomento legale» per vietare gli otto prodotti in questione, in contraddizione con il regime giuridico dell'UE, che ne consentiva la distribuzione.
«La Corte ha confermato che la revoca [delle autorizzazioni alla commercializzazione] violava il diritto europeo», ha dichiarato il colosso chimico tedesco Bayer, che aveva presentato ricorso ai tribunali amministrativi contro il divieto dei suoi prodotti, in particolare del suo marchio Roundup. «Questo ritiro non era basato su alcun elemento scientifico o normativo che incriminasse il glifosato o prodotti basati su questa sostanza», ha dichiarato un portavoce del gruppo Bayer all'Agenzia France-Presse (AFP).
Attesa una valutazione scientifica
Ai primi di dicembre 2022 la Commissione europea aveva deciso di prorogare di un anno, fino al 15 dicembre 2023, l'autorizzazione UE all’uso del glifosato, già rinnovata nel 2017 per cinque anni, in attesa di una valutazione scientifica da parte delle autorità di regolamentazione europee.
L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) prevede di consegnare nel luglio 2023 l'atteso studio sui «rischi dell'esposizione al glifosato per gli animali, gli esseri umani e l'ambiente», considerato essenziale per decidere se estendere o meno l'autorizzazione concessa all'erbicida per altri cinque anni.
Il governo del Lussemburgo aveva vietato il glifosato a seguito di un accordo politico raggiunto nel 2018 dalla coalizione di governo, il primo nell'Unione europea. L'Austria, a sua volta, aveva previsto di vietarlo a partire dal 2020, ma poi ha fatto marcia indietro.
All'inizio del 2020 il governo del Granducato aveva dichiarato che quasi il 60% delle aziende agricole lussemburghesi aveva già rinunciato al glifosato, ancora prima dell'introduzione del divieto.
Traduzione a cura della Redazione di Marcia Stop Pesticidi
Fonte: Le Monde 03.04.2023



