Fonte: Generations Futures

Parigi, 19 febbraio 2021


Allarme neonicotinoidi!

 
Riassunto dei fatti
 
Alla fine di luglio 2020, diversi rappresentanti del CGB (coltivatori di barbabietole), sostenuti dai presidenti delle Regioni, hanno rivolto al Ministero dell'Agricoltura la richiesta di riutilizzo dei neonicotinoidi e di permettere, in deroga, l'uso di questi insetticidi per proteggere i semi al fine di combattere l'ingiallimento, una malattia indotta dalla presenza di afidi verdi. Nonostante la nostra mobilitazione e il rifiuto dei cittadini del riutilizzo di questi insetticidi "ammazza api", il 14 dicembre è stata promulgata una legge che convalida questo riuso.
 Alcune delle nostre organizzazioni hanno fatto sentire la loro voce sia durante la consultazione pubblica sull'ordine di applicazione della legge, sia nel quadro del comitato di controllo di cui la nostra associazione fa parte. Tuttavia, al momento, queste azioni non hanno raggiunto l'obiettivo desiderato: fermare il riutilizzo dei neonicotinoidi.
Così, come annunciato, non appena questo decreto d'applicazione è stato pubblicato, abbiamo avviato un'azione legale. È quello che stiamo facendo oggi, nell'ambito di un procedimento davanti ai tribunali amministrativi di Tolosa e Lione.

Ricorsi

Attraverso i nostri avvocati stiamo presentando diversi ricorsi per chiedere l'annullamento di questo decreto.

Le nostre organizzazioni evidenziano lo stato critico, in Europa, delle popolazioni di api e insetti in generale, e il fatto che alcuni principi attivi sono particolarmente identificati come dannosi, in particolare l'imidacloprid e il tiametoxam. Ricordiamo inoltre che è stato, sulla base di questi pericoli per la biodiversità, che la Francia ha preso la decisione di vietare questi neonicotinoidi, seguita dall'Unione Europea.

Quanto alle misure di mitigazione consigliate, presenti ne decreto, queste non sono sufficientemente protettive per limitare gli effetti nocivi dei neonicotinoidi sugli impollinatori e più in generale sulla biodiversità.

Sappiamo che:

- La presenza di flora spontanea e selvatica nella zona della barbabietola e nei dintorni espone le api a questi neonicotinoidi e rappresenta un rischio impossibile da controllare,
- l'introduzione di questo tipo di semi provocherà una diminuzione delle risorse alimentari per gli impollinatori,
- i neonicotinoidi sono persistenti nel suolo e persistenti nelle colture per molti anni,
- il suolo è una via di esposizione per la biodiversità, una via di esposizione non presa in considerazione nel quadro di questo decreto,
- il testo non menziona gli effetti di questi insetticidi sugli uccelli e altri mammiferi selvatici, così come l'inquinamento delle acque e dell'ambiente,
- il decreto non prevede alcun sistema di controllo ulteriore specifico,
- gli afidi - obiettivo dell'uso dei neonicotinoidi - non sono l'unica causa della riduzione del raccolto. Anche le condizioni climatiche, in particolare la siccità, sono responsabili di questo calo. Tuttavia, il decreto ignora questo fatto.

Le nostre organizzazioni segnalano inoltre la palese violazione del principio di precauzione nonché la violazione della Direttiva 2009/128 relativa all'assenza di adeguate misure di gestione del rischio dell'uso di prodotti fitosanitari.

Conclusione
 
Per tutte le ragioni sviluppate nelle nostre richieste, le nostre organizzazioni chiedono l'annullamento di questo decreto che avrebbe la conseguenza di indurre effetti nocivi sulla biodiversità in generale e sugli impollinatori in particolare.
In un momento in cui si discute il futuro referendum, voluto dallo stesso Emmanuel Macron per garantire nella Costituzione "la preservazione della biodiversità", sembra del tutto contraddittorio far tornare sul mercato queste sostanze molto nocive. Le nostre ONG sperano quindi che la giustizia possa ascoltarci su questo punto.