OTTO PUNTI IMPRESCINDIBILI PER EVITARE CHE IL PAN SIA UN ALTRA TRUFFA
a cura del gruppo di studio tecnico di base ALTRAGRICOLTURA BIO – LIBERI AGRICOLTORI


Per le opportunità di svolta che questo PAN (che ha valore di legge a tutti gli effetti) può
innescare, non solo per il miglioramento dell’ambiente e la salvaguardia della salute, ma
anche per la qualità delle produzioni agricole e per la sicurezza alimentare in Italia:
CHIEDIAMO insieme a tutte le Associazioni, i Comitati edi singoli cittadini

sensibili alle tematiche della sostenibilità vitale

1. le dimissioni dell’attuale “Consiglio tecnico-scientifico sull’uso sostenibile dei prodotti
fitosanitari” che doveva rimanere in carica cinque anni e non sette, proponendo di rieleggerlo
in base a curriculum attinenti studi e mansioni inerenti la sostenibilità ambientale,
inserendo anche un membro del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca come
previsto dall’art. 6 del D.lgs. 150 del 2012
2. che venga mantenuto nel PAN il perseguimento degli obbiettivi delineati dalla difesa
integrata obbligatoria, che la nuova bozza ha eliminato e che invece sono la base dalla
Direttiva CE 128/2009
3. che le aziende agricole annotino ogni trattamento fitosanitario sul registro obbligatorio
indicando la coltura e l’estensione trattata, la data, il prodotto e la relativa quantità impiegata,
nonché l'avversità che ha reso necessario il trattamento, considerando le norme della difesa
integrata obbligatoria, così come previsto dal comma 2 dell’articolo 16 del D.lgs 150/2012,
entro la giornata stessa in cui ogni trattamento viene effettuato e non entro 30 giorni.
4. che sia obbligatorio ottenere da professionisti abilitati un atto fitoiatrico con la prescrizione
dell’agrofarmaco che giustifichi ogni trattamento con prodotti fitosanitari di sintesi.
5. che la vendita dei prodotti fitosanitari avvenga sempre ed esclusivamente con fatturazione
elettronica a responsabili aziendali muniti di certificato di abilitazione
6. che non sia più possibile alle Regioni emanare norme meno restrittive di quelle esistenti
(come hanno fatto Trentino Alto Adige e Toscana in barba alle direttive europee ed alle leggi
italiane sulla salvaguardia delle risorse idropotabili)
7. che sia ovunque favorito l’accesso agli atti di rilevanza ambientale per attuare la
trasparenza sui dati rilevati dagli organismi pubblici, obbligatoria per legge
8. che ci siano delle norme certe, con delle fasce di rispetto, puntuali cartelli uguali in tutta
Italia indicanti come per legge: la sostanza attiva utilizzata, la data del trattamento e la durata
del divieto di accesso all’area trattata e parametri facilmente misurabili, con sanzioni chiare
per i trattamenti chimici non conformi, in modo da consentire alle autorità competenti (che
nel PAN vanno elencate) interventi immediati e sicuri.