Pan – Cunial (Misto): imbarazzante il Forum di confronto a supporto della consultazione pubblica avviata per la revisione

Roma, 10 ott. – "Il Forum di confronto per la revisione del Piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan) si è rivelato un momento di profondo imbarazzo e sconforto. A parte alcuni interventi tra i quali Isde, Gruppo No Pesticidi, European Consumers, Federbio etc., ai quali va il mio più sentito grazie per la boccata di ossigeno, la preparazione tecnica, lo spessore culturale e il buon senso, le oltre 4 ore di consultazione pubblica hanno visto sfilare le opinioni di associazioni di categoria e rappresentanti dell’industria dell’agrochimica, ormai talmente anacronistiche e a-scientifiche da creare imbarazzo", afferma la deputata del Gruppo Misto Sara Cunial.
 
"Dai pesticidi necessari alla qualità dei prodotti, ai fitofarmaci che non rappresentano un rischio per la salute, dall’innocuità di queste sostanze alla loro utilità nella produzione, dalla richiesta di non segnalare i campi irrorati, alla riduzione delle misure di sicurezza… il confronto si è rivelato un’accozzaglia di interessi economici e lobbistici, che niente aveva a che fare con la tutela delle persone, dell’ambiente e degli agricoltori - continua Cunial - Come ci ricorda l’oncologa Patrizia Gentilini, quando abbiamo a che fare con molecole cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione non c'è modalità d'uso che ne diminuisca la pericolosità. Questa è l’unica strada da seguire: la scienza, indipendente e scevra da conflitti d’interesse, che ormai da anni ci dice quali e quanti danni agli esseri viventi e al Pianeta sta facendo questo tipo di produzione. Le conseguenze di un’agricoltura avvelenata sono ormai sotto gli occhi di tutti: suoli sempre più sterili, frutti sempre più poveri di sostanze nutritive, acqua e terra sempre più contaminate, persone sempre più avvelenate e malate. Secondo la Fao in pochi centimetri di suolo è concentrato il doppio di anidride carbonica di quella che è presente in atmosfera. Se questo viene trasformato in una discarica chimica, non solo la terra non assorbirà più anidride carbonica, ma la libererà in atmosfera in quantità impressionanti. L’agricoltura industriale è tra le prime cause del surriscaldamento globale, dei cambiamenti climatici e del divario tra nord e sud del mondo - spiega - Ma poco importa. Tutto ciò nella bozza del Pan non viene assolutamente contemplato: non sono considerate le indicazioni dalla direttiva europea 2009/128/Ce sull’uso sostenibile dei pesticidi, non si indica con chiarezza l’obiettivo della riduzione del loro uso, non si dice nulla sul glifosato né sui neonicotinoidi, non si riconosce la priorità della conversione agro-ecologica del territorio, non si favorisce il biologico, non si tutela chi vive in zone rurali, i bambini e i soggetti più a rischio. Al contrario. Come da copione, questo Pan, ha solo la funzione di consentire all’agricoltura industriale di non esser tagliata fuori dalla stessa PAC, come l’Europa inizia ad ipotizzare, e di consentire all’industria dell’agrochimica e alle associazioni di categoria, di continuare ad agire impunemente e alacremente, sovvenzionati da contributi pubblici e sussidi statali e supportati da leggi sempre più favorevoli al loro interesse.
Le dieci maggiori associazioni ambientaliste ed agricole italiane - conclude Cunial - da tempo denunciano l’attuale testo e sottolineando quanto il documento sia colpevolmente carente nel tutelare la salute pubblica, l’ambiente, i consumatori e gli stessi agricoltori. Non ascoltarle sarebbe l'ennesimo crimine, contro la terra e l'umanità".