Per inoltrare le migliori e più qualificate osservazioni sulla insignificante bozza del nuovo PAN ai tre ministeri coinvolti, entro la scadenza del 15 ottobre, accogliamo condividendole appieno, le osservazioni pervenute dal Biodistretto del Monte Amiata attraverso Mario Apicella, qualificato agronomo ed esperto consulente PAN, che forniscono una prima base di discussione ed un iniziale rendiconto, sul fallimento oggettivo del vecchio PAN, a cui la nuova bozza chiaramente non intende accennare e che pubblichiamo condividendole in toto.
 
NOTA DI MARIO APICELLA
La prima contestazione, già prodotta con l'uscita del D.lgs 150 del 14 agosto 2012 che ha recepito l'importante direttiva CE 128/2009, va riformulata per la "trovata" tutta italiana della "difesa integrata volontaria" che contraddice la "difesa integrata obbligatoria" sancita per legge, a cui devono attenersi tutti gli agricoltori dal 1° gennaio 2014.
Proprio la delegazione europea in visita nel maggio 2018 in Italia ha rilevato tra le diverse contestazioni alla riuscita del PAN italiano l’assenza di un preciso piano di controlli sull’applicazione della difesa integrata obbligatoria. 
C'è di fatto da chiedersi e da chiedere: chi fa questa cosi detta DIFESA INTEGRATA VOLONTARIA??? Se dai dati del Mipaaft è utilizzata in Italia solo sul 6% di superficie agricola, chi ha mai autorizzato tutte le aziende non bio ad utilizzare 300 pesticidi e 400 fertilizzanti pubblicizzati dai disciplinari di questa invenzione? se "obbligatorio" vuol dire non passare col rosso, per "volontario" dovrebbe intendersi che non si passa neanche con il giallo, mentre nel nostro caso si autorizzano gli agricoltori a passare col rosso, garantendo la messa in stand by tutti gli interventi sanzionatori!!!

il secondo e non meno importante punto che il nuovo PAN deve evidenziare nella stessa premessa è il COMPLETO FALLIMENTO del precedente PAN. 

il Piano si proponeva infatti di raggiungere i seguenti SEI OBIETTIVI GENERALI:

a) RIDURRE I RISCHI E GLI IMPATTI DEI PRODOTTI FITOSANITARI SULLA SALUTE UMANA, SULL'AMBIENTE E SULLA BIODIVERSITA'; mentre i rischi e gli impatti sono stati pochissimo monitorati in questi cinque anni e decine di migliaia di studi medici (come rileva l’Isde) stanno affermando in modo incontrovertibile come l’esposizione a pesticidi comporti incrementi statisticamente rilevanti del rischio di patologie cronico degenerative, ormai in drammatica espansione anche in Italia (cancro, diabete, patologie respiratorie, malattie neurodegenerative, cardiovascolari, della sfera riproduttiva, disfunzioni metaboliche ed ormonali, patologie autoimmuni, disfunzioni renali)

b) PROMUOVERE L'APPLICAZIONE DELLA DIFESA INTEGRATA, DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA E ALTRI APPROCCI ALTERNATIVI; mentre sono aumentate le vendite dei principi attivi non ammessi in agricoltura biologica dai 27 milioni di kg del 2013 ai 30 milioni di kg. del 2017 

c) PROTEGGERE GLI UTILIZZATORI DEI PRODOTTI FITOSANITARI E LA POPOLAZIONE INTERESSATA; mentre sono state rilasciate solo 340.000 abilitazioni all’acquisto ed all’utilizzazione dei prodotti fitosanitari, per coprire solo un quarto delle aziende italiane e sono aumentate le segnalazioni di disagio dovute ai trattamenti con fitosanitari effettuati a distanze ravvicinate dalle abitazioni e dalle aree frequentate dalla popolazione, quasi sempre senza segnalazione alcuna

d)TUTELARE I CONSUMATORI; mentre continuano ad essere monitorati troppi prodotti aventi presenza di pesticidi superiore ai limiti di legge, che segnalano in pochi giorni di spesa famigliare la presenza di cibo avvelenato sulle nostre tavole, oltre ad un preoccupante ed incontrovertibile rilevanza di alimenti in cui sono presenti più residui di pesticidi rilevabili (multiresiduo ormai al 36% degli alimenti analizzati)

e) SALVAGUARDARE L'AMBIENTE ACQUATICO E LE ACQUE POTABILI, mentre sulle acque non diminuisce la presenza dei pesticidi, con un superamento degli Standard di Qualità Ambientale nelle acque superficiali che aumenta costantemente ed una presenza di pesticidi rilevabili che copre il 64% dei punti di monitoraggio, con le acque sotterranee inquinate per il 32% dei punti di monitoraggio, senza mai rispettare le direttive europee, 

f) CONSERVARE LA BIODIVERSITA' E TUTELARE GLI ECOSISTEMI. Essendo gli indicatori relativi alla gestione dei prodotti fitosanitari nei Siti Rete Natura 2000 e nelle aree naturali protette, ancora in fase di elaborazione e definiti comunque per un numero ristretto di siti selezionati, resta comunque fermo il dato che la sopravvivenza delle sole api è molto più a rischio con i nuovi pesticidi (neonicotinoidi, carbammati, fosforganici, piretroidi) di quanto lo è stata con lo stesso DDT, mentre le analisi di laboratorio, permettono ormai di rinvenire sulle api e sul polline le sostanze attive presenti nei prodotti fitosanitari utilizzati nelle aree sulle quali le stesse effettuano i voli e bottinano. I dati rilevati nel 2015 e nel 2016 consentono di evidenziare un aumento dei casi di moria di api mettendoli in relazione con il rinvenimento di principi attivi di prodotti fitosanitari in matrici apistiche. 
 
L'avvicinarsi della scadenza per apportare proposte di modifica alla bozza del nuovo Piano di Azione Nazionale per il controllo dei pesticidi ci permette di condividere la proposta di un coordinamento ben organizzato per mettere in campo le strategie più disparate ed efficaci con cui contribuire, coniugando la passione e la creatività indispensabili, con la precisione dei dati in nostro possesso (tutti da citare) e della logica, così come suggerito dal WWF attraverso Franco Ferroni.