Il riconoscimento delle "Colline del prosecco" quale Patrimonio dell'Umanità, deliberato a Baku domenica 7 luglio, rappresenta sicuramente una "Vittoria".

E' la vittoria dei "Signori dei vigneti", di quell'ampio fronte politico ed economico che ha voluto a tutti i costi questo riconoscimento.
Ma è anche e sopratutto una vittoria di Pirro: una battaglia vinta per qualcuno, che rischia di diventare la sconfitta per il territorio e per le popolazioni

E' legittimo dubitare che questo riconoscimento possa perseguire l'obiettivo strategico di tutelare un "patrimonio culturale e paesaggistico unico al Mondo", dal momento che è essenzialmente una grande operazione di marketing per dare un valore aggiunto al prodotto-prosecco. Senza una politica attiva di tutela ambientale e di cambiamento, il riconoscimento rischia di diventare una specie di "sanatoria" della difficile situazione ambientale come dimostrano i precedenti di Venezia e delle Dolomiti, dove il Patrimonio Unesco non ha salvato la Laguna dal flagello delle grandi navi, nè ha aiutato le Dolomiti ad affrontare la grande emergenza forestale causata da Vaia, oggi messa in sordina dalla fanfara pubblicitaria delle Olimpiadi.

Corriamo il rischio che le tante ed oneste voci di allarme e di protesta che in questi anni hanno denunciato il progredire di una emergenza ambientale causata dalla espansione dei vigneti (anche nei centri abitati), dall'aumento del consumo di pesticidi, dal diffuso disagio subito da parte della popolazione per i trattamenti nei vigneti in luoghi sensibili, dalla trasformazione del Paesaggio, vengano sommerse dalla grancassa mediatica dell'apparato propagandistico e pubblicitario dei poteri economici e di un potere politico (Regione) sempre più vicino agli interessi delle imprese agro-industriali del prosecco e sempre meno a quelli ambientali e delle popolazioni.

Il riconoscimento Unesco, dovrà essere accompagnato da misure conseguenti, chiare e forti di salvaguardia ambientale e di vero cambiamento produttivo.

Il Comitato Marcia Stop Pesticidi riafferma le proprie richieste: di bloccare l'espansione dei vigneti, siano essi convenzionali che biologici; di adottare misure di protezione dei cittadini in tutti i luoghi sensibili; di avviare e finanziare la riconversione biologica delle produzioni agricole con progressiva riduzione del consumo di pesticidi in tutto il territorio trevigiano, bellunese e veneto.

Il Comitato fa appello ai cittadini, alle forze sociali e culturali e alle Istituzioni affinchè il Patrimonio Unesco dia la spinta per promuovere il cambiamento in questa direzione.

Comitato Marcia Stop Pesticidi (TV-BL) - 8 luglio 2019