Il giorno 8 febbraio 2019, il gruppo “Per i nostri bambini” aveva depositato presso il Comune di Follina, un parere legale, in cui le norme in vigore venivano dettagliatamente analizzate, affinché non vengano piantumati nuovi vigneti in località Ligonto e Palù, al confine con il Comune di Miane.
Il gruppo Per i Nostri Bambini sostiene, parere legale alla mano, che in quell'area di circa 175 mila metri quadrati (una superficie equivalente a 35 campi da calcio) non si potrebbero piantumare vigneti proprio per la loro caratteristica di zone esondabili o soggette a ristagno d’acqua.

Pubblichiamo il commento del gruppo Per i Nostri Bambini - Gruppo Vallata al comunicato del Sindaco di Follina, Mario Collet, pubblicato da Qdpnews.it il 12 aprile.

 

Nella replica del Sig. Sindaco ai suoi concittadini, affidata ai mezzi di comunicazione e pubblicata su Qdp News in data 12 aprile 2019, rileviamo un’impellente necessità di fare chiarezza.

Nel mare magnum della legislazione amministrativa, dove le norme possono frequentemente lasciar posto alle più libere (e comode) interpretazioni, quanto tradotto dal primo cittadino in materia di dispositivi interni, quali il Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale (RIPR) e il Piano degli Interventi (PI), merita alcune semplici, ma sostanziali correzioni.

Riteniamo doveroso dunque precisare e sottolineare quanto di veritiero, e parimenti quanto diverso dal vero, emerga dalle parole del Sindaco.

E’ corretto, un’amministrazione comunale non può bloccare totalmente e permanentemente la piantumazione di un vigneto, ma può fare tutto ciò in suo possesso e dovere affinchè vengano rispettate le regole e venga garantita la salute dei cittadini anche avvalendosi del principio di precauzione (art. 174 del Trattato CE).

Le questioni correlate alla salute pubblica dovrebbero infatti giocare un ruolo predominante soprattutto quando si esamina la trasformazione di un terreno vitivinicolo in aree sensibili e facendo osservare pedissequamente quanto riportato dal RIPR e dal PI, come ad esempio adempiere all’invio della prescritta istanza di Autorizzazione Paesaggistica alla Soprintendenza BB.AA. cosa, in verità, occorsa per i terreni descritti dal Sig. Sindaco nel suo intervento ai giornali “alla periferia di Follina” (ovvero in Loc. Pedeguarda), ma non per quelli dei “Palù”, in Loc. Giazzera (nomen omen), anch’essi soggetti a vincolo paesaggistico, ai quali è stata concessa la piantumazione eludendo quindi i sopraccitati regolamenti.

La presentazione da parte dei proprietari di quei terreni dell’Istanza di Autorizzazione Paesaggistica avrebbe permesso non solo una migliore qualità del vigneto avvenire in termini di tutela del paesaggio e della biodiversità (comportando di norma la messa a dimora di siepi e barriere arboree), ma anche effetti sul contenimento delle derive di fitofarmaci.

Aver sottolineato ai giornali la regolarità della normativa urbanistica osservata per i terreni di Pedeguarda, giustificherebbe dunque l’elusione dei regolamenti per i vigneti dei Palù? Eppure, in entrambi i casi si sta parlando di modificazioni sostanziali al paesaggio, oppure un vigneto ne modifica i parametri non in maniera radicale?

E’ vero, è stato chiesto un parere legale allo Studio Steccanella che lavora per il Comune di Follina, quindi per tutti noi, ed un parere aggiuntivo all’avvocato Lorenzetto commissionato dal gruppo Per i Nostri Bambini, che lavora per l’ambiente, quindi per tutti noi, i quali pareri, contrariamente alle parole del Sindaco, non definiscono affatto l’impossibilità d’intervento da parte dell’amministrazione comunale sulla fattibilità della piantumazione, ma sollevano chiari dubbi sulle già citate “locuzioni” che definiscono le aree sensibili oggetto dei regolamenti. Addirittura, a suffragio di quanto descritto, è il parere dello studio Steccanella stesso a citare testualmente a pag. 6 “= per poter affermare che sussiste esatta corrispondenza tra le due categorie di aree (ovvero esondabile o a ristagno idrico e a naturale sommersione durante periodi con elevate precipitazioni) non poteva e non può tuttavia prescindersi da un intervento degli Organi comunali preposti alla pianificazione, e segnatamente del Consiglio Comunale, che stabilisca e sancisca l’identità delle due definizioni”, richiamando dunque gli organi comunali ad una modificazione dei regolamenti, mai messa in atto prima della concessione alla piantumazione dei vigneti.


RIASSUMENDO, Signor Sindaco:

1. Perchè non è stata richiesta l'istanza di Autorizzazione Paesaggistica per interventi in zone vincolate?
2. Il Consiglio Comunale non ha ritenuto di affrontare la questione di incongruenza tra Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale (RIPR) e Piano degli Interventi (P.I.) nonostante i pareri legali dimostrino l’esistenza di un problema.
3. La variante al Piano degli interventi è per caso lo studio commissionato su istanza delle minoranze e mai portato in Consiglio Comunale?
4. E’ vero che tocca alla Regione (Zaia) legiferare in materia di SALUTE PUBBLICA ma, come garante della stessa, le pare che eludere i problemi normativi sia il miglior modo di portare alle sedi competenti queste istanze?

Comprendiamo pienamente quanto possa essere impugnabile la stragrande maggioranza dei regolamenti amministrativi, ma non possiamo pensare che chi dovrebbe scrupolosamente vigilare sull’osservazione e applicazione delle regole, ne permetta la transigenza dinnanzi al primo cavillo utile, non appena emergano iniziali dubbi sulla loro interpretabilità, non adoperandosi appieno per la difesa di un territorio che non ha bisogno di un supereroe, ma di un umile garante della salute dei propri concittadini (anche di quelli che frequentano le osterie).

Per i Nostri Bambini – Gruppo Vallata