LO SPORTELLO STOP PESTICIDI 

Uno strumento per la difesa dei cittadini promosso e gestito dai volontari di Marcia Stop Pesticidi.
Contattaci per avere informazioni e assistenza per difenderti dall'uso dei pesticidi di sintesi.

COSA FARE ?
Scrivi allo Sportello illustrando la situazione, i disagi, i fatti e indicando la località. Per un primo contatto puoi eventualmente telefonare.

Accetto l’informativa ai fini dell’ art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003, Codice in materia di protezione dei dati personali e ai fini dell’articolo 13 del Regolamento UE GDPR n. 2016/679, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.


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Nota
La normativa sui prodotti fitosanitari è molto stringente riguardo alla loro immissione in commercio, alle modalità di vendita e di stoccaggio dei prodotti, ai residui sugli alimenti, al divieto di trattamenti durante la fioritura per non causare danni alle api, ma dice poco o niente sulla esecuzione dei trattamenti.

Sono esplicitamente vietati solo i trattamenti in prossimità dei pozzi. Per i trattamenti in prossimità di abitazioni e giardini esistono alcuni regolamenti comunali (che valgono naturalmente solo sul territorio del Comune che li ha emanati) e valgono le disposizioni del Codice civile e del Codice di procedura penale, in riferimento a danni a persone o cose determinati da modalità operative sconsiderate o comunque da negligenza nell'uso.

Esistono poi le disposizioni sulla sicurezza sul lavoro (ex 626), che prevedono anche di evitare danni a persone terze, ad esempio vietando l'ingresso nell'area di un cantiere o evitando di disperdere nell'ambiente sostanze potenzialmente tossiche. Queste procedure possono variare da azienda ad azienda e possono essere sottoposte a verifica da parte degli uffici competenti delle ASL.

Favorire e finanziare l'agricoltura biologica e la costituzione di biodistretti, nel rispetto della biodiversità e delle tipicità tradizionali locali

Disincentivare economicamente le produzioni agricole industriali e le monocolture

Potenziare tutti gli strumenti di controllo e salvaguardia del territorio per evitare sbancamenti, deturpazione del paesaggio, possibili discariche abusive e cambiamenti delle destinazioni d'uso.

Applicare il principio di precauzione vietando l'utilizzo dei pesticidi, intesi come molecole di sintesi, attivando controlli e sanzioni idonee, iniziando col vietare definitivamente le sostanze che sono state sottoposte a deroghe e fissando obbiettivi di riduzione per gli altri.

 

Principio di precauzione ( fonte: galileo2001.it )

Il Principio di precauzione è una norma che viene utilizzata in materia di difesa e sicurezza dell’ambiente. Questo concetto è noto anche col nome principio precauzionale, e in buona sostanza dice che, se ci sono delle minacce di un danno serio o irreversibile all’ambiente, l’assenza di una certezza scientifica sulla possibilità che questi danni hanno di verificarsi non deve impedire che vengano adottate delle misure di prevenzione per impedire il danno all’ambiente.

Il Principio di precauzione è quindi una politica di condotta cautelativa, che viene usata soprattutto nelle decisioni politiche ed economiche, ambientali, e in genere nelle questioni che siano controverse dal punto di vista scientifico. L’assunto che riassume questo principio è quello di Carl Sagan, per cui ‘l’assenza di prove non è prova di assenza’.

Il principio affonda le sue radici molto da lontano, probabilmente nell’aforisma ‘prevenire è meglio che curare’ anche se risulta necessario differenziare la prevenzione, che consiste nel cercare di limitare dei rischi oggettivi, provati e quindi esistenti, ed invece la precauzione, che consiste nell’insieme di attività poste in essere per limitare dei rischi la cui realizzazione non è provata e neppure identificata, ma solo ritenuta non escludibile.

Il Principio di precauzione è tornato in auge, soprattutto per quanto concerne le questioni ambientali, grazie ai movimenti ecologisti ed ambientalisti degli anni Settanta.

Il Principio di precauzione per l’ambiente

Dal punto di vista normativo, il Principio di precauzione si salda nella tematica ambientale sulla base dell’articolo 15 della Dichiarazione di Rio, prodotta nel corso della Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992.

Secondo il Principio 15 di detta Dichiarazione, allo scopo di proteggere l’ambiente dovrebbe essere usato dagli Stati ‘un approccio cautelativo’ e in particolare se si rischia un danno grave-irreversibile, l’assenza della certezza scientifica di detto danno non deve essere motivo per non adottare misure ‘adeguate ed effettive’ per pervenire il degrado ambientale. Sulla base del principio 15 quindi si è stabilito il c.d. Principio di precauzione in materia ambientale.

Il testo si riferisce alla tutela dell’ambiente, ma bisogna ammettere che nel corso degli anni l’utilizzo del Principio di precauzione è andato ben oltre il semplice campo della tutela ambientale, essendo applicato anche, per esempio, alla tutela dei consumatori, della salute umana, della salute animale e via dicendo.

Il Principio di precauzione nell’UE

Anche l’Unione Europea sembra accogliere pienamente il Principio di precauzione. Lo possiamo notare nel Trattato di Maastricht che ha introdotto il Principio di precauzione e che è oggi contenuto nel TFUE, Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. Infatti dal punto di vista ambientale si legge che l’UE mira ad un livello di tutela ‘elevato’, basato sull’azione preventiva, sul principio di correzione e di evitare danni all’ambiente.

A livello dell’Unione Europea, l’applicazione in materia ambientale del Principio di precauzione comporta che vengano identificati eventuali rischi prima di un intervento sull’ambiente; che venga effettuata una valutazione scientifica, sulla base dei dati che si hanno a disposizione, circa detti rischi; che manchi una certezza scientifica che possa eventualmente escludere la presenza di detti rischi. In tutti questi casi viene applicato il Principio di precauzione.

Bisogna quindi adottare tutte le misure, proporzionali al livello di protezione voluto e anche con riguardo ai costi, necessari a prevenire un certo danno ambientale.

Le misure in questione andrebbero mantenute fino a che i dati scientifici rimangono insufficienti.
A livello dell’Unione Europea, il Principio di precauzione è adottato come strumento decisionale per quanto concerne la gestione del rischio e non solo per quanto concerne la salute ambientale, ma anche per quella animale ed umana.

La Commissione Europea ha specificato infatti che il Principio di precauzione, pur essendo in genere limitato alla materia ambientale, non deve essere applicato necessariamente solo a questa.

Note:

Marzo 2018
Al convegno dal titolo “Nuove Frontiere della Biologia”, organizzato dall’Ordine dei Biologi a Roma il 2 marzo 2018, si è parlato di inquinamento, nuove caratteristiche dell'acqua, campi elettromagnetici e nuove particelle. Molto atteso l’intervento del premio Nobel Luc Montagnier che ha richiamato il mondo della medicina al rispetto del principio di precauzione.

Montagnier ha insistito sul concetto che l’inquinamento chimico ed elettromagnetico sta rendendo il nostro Sistema Immunitario meno forte. Studioso di autismo, ci ha mostrato come l’aumento vertiginoso dei casi sia proporzionale all’aumento dell’uso del glifosato ma ha esortato a studiare anche la presenza di alluminio, anche nei vaccini, ed i campi elettromagnetici. Montegnier ha poi denunciato la medicina iatrogena (patologie derivate da atti medici e farmacologici) come una delle prime cause di morte al mondo e sottolineato la necessità dell’uso del Principio di Precauzione: primum non nuocere.
fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/03/salute-montagnier-rispetti-principio-precauzione/