Appuntamento a Volpago mercoledì 20 settembre. L'incontro, organizzato dal WWF-Terre del Piave, verte su un tema di primaria importanza come la nuova agricoltura senza pesticidi, o agroecologia o come viene qui definita, agricoltura 2.0.

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Pubblichiamo la lettera di Francesco Cavasin, Presidente ISDE di Treviso, sulla questione Pesticidi e Glifosate che è stata inviata al giornale "La Tribuna di Treviso" dopo la pubblicazione dell'articolo "L'Europa salva il glifosate ma la Marca lascia i divieti".

Gentile Direttore,
invio alcune note che ritengo doverose dopo la pubblicazione dell’ articolo “ Salute e pesticidi” a firma di Andrea De Polo su “La Tribuna” il 20 Luglio 2017 e che spero siano di aiuto per una attenta  riflessione sull’ argomento da parte del lettore.
Si scrive “…E dagli Stati Uniti arriva uno studio che assolve il glifosate dalla colpa più grave che gli era stata mossa: quella di essere cancerogeno”.  Mi  preme sottolineare  che tale affermazione è basata su  UNO studio. Si può ritenere quindi  UNO studio sufficiente  per continuare a praticare   il diserbo  con la molecola incriminata?
Il tossicologo Peter Clausing che ha preso parte alle riunioni dell’ ECHA (Agenzia Europea per le sostanze chimiche, ente che ne avrebbe escluso la cancerogenicità), ha analizzato le modalità di  valutazione degli studi sugli animali da parte delle autorità dell’ Unione e ha concluso che le autorità hanno:
a) trascurato ed ignorato le prove evidenti dell’effetto cancerogeno del glifosate sugli animali;
b) violato le direttive e le raccomandazioni delle stesse OCSE (Organizzazione e Cooperazione per lo Sviluppo Economico) ed ECHA che invece avrebbero dovuto   guidare il loro lavoro.

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La fiaccolata promossa da Colli Puri e sostenuta da tutto il Comitato Marcia Stop Pesticidi, ha visto ieri sera centinaia di cittadini sfilare in corteo nel centro di Conegliano fino al Municipio, dove è stato consegnato alla Amministrazione Comunale un Documento in Dieci punti
L "onda emotiva" originata dalla Marcia si espande nel nostro Territorio e fa del nostro movimento un soggetto politico di prima grandezza, collettivo e popolare. Un soggetto politico qualificato, radicato, che si riconosce e opera in una dimensione europea, al fianco delle centinaia di organizzazioni, Istituzioni, forze sociali che sono oggi mobilitate per il bando alla produzione di pesticidi e per una nuova agricoltura e una alimentazione sana, pulita e giusta. NOI ANDIAMO AVANTI !

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FIACCOLATA CONTRO I PESTICIDI

PORTATE AMICI PARENTI E DIFFONDETE!!!!

YA BASTA!!!!!!

Adesso veramente BASTA!!!
Non possiamo continuare a vivere tappati in casa con l'afa, richiamare con urla i bambini che giocano all'aperto. Un incubo ininterrotto per 14 ore al giorno, TUTTI i giorni, per far diventare straricco 1 sulla pelle di 100.

SVEGLIAMOCI.

VENITE a manifestare: INSIEME è più facile farci sentire!
Giovedì prossimo, 20/07/17 alle ore 21.00 a Conegliano, in Via Pittoni, dietro la Stazione dei treni, sul parcheggio dell'ex area Zanussi.
Sfileremo fino in Piazza Cima, dove consegneremo una lettera con le nostre 10 proposte al Sindaco della città cuore della Docg prosecco.

Abbiamo un dovere morale nei confronti dei tanti malati da inquinamento chimico! Chi ha ancora le forze sia presente anche in rappresentanza di chi purtroppo non è più con noi e di chi giace in un letto di malattia. E guardate che questi lutti e drammi si stanno diffondendo sempre di più nelle tossiche aree del Prosecco.

Portate cartelli, striscioni e fantasia!!!!
Sono benvenute le famiglie!!

Altro che UNESCO tutto va bèn Madama Doré. NON possono farla FRANCA!!! Tiriamo fuori il male da sotto il tappeto in cui lo avevano cacciato.

CE LA POSSIAMO FARE: BIODISTRETTO BIODISTRETTO BASTA MAI PIU' PESTICIDI CHIMICI

Fabio Padovan

> Dieci richieste al Sindaco di Conegliano

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PAN Italy

In provincia di Treviso, tra Cison di Valmarino e Follina, il 28 maggio 2017 ha avuto luogo la Marcia Stop pesticidi . Più di tremila persone hanno aderito alla Marcia e 120 associazioni e comitati nazionali ed internazionali ed è stata patrocinata da organizzazioni come PAN Europe e Greenpeace.
La Marcia è stata organizzata da cittadini provenienti dalle province di Treviso e Belluno come reazione alla pesante esposizione ai pesticidi alla quale sono stati in misura crescente sottoposti in seguito all’espandersi della monocultura intensiva di vigneti, estesa per soddisfare la sempre maggior richiesta di prosecco dai mercati del Nord-Europa (in particolare Regno Unito).
Le persone che vivono e lavorano nell’area dove si pratica la monocultura intensiva dipendente da trattamenti chimici, in particolare donne in attesa e bambini, sono le più esposte ai residui tossici e quindi più a rischio di sviluppare malattie tumorali e condizioni che possono alterare il sistema endocrino e ormonale.
Il Comitato Stop pesticidi ( Comitato con lo scopo di bandire i pesticidi) ha organizzato la Marcia come segno di protesta contro il modello di agricoltura intensiva e chimica che è stato imposto ai cittadini, alla loro salute e all’ambiente e che ha avuto l’avallo e il sostegno delle istituzioni, sia locali che nazionali.
La partecipazione alla Marcia ha avuto un successo così importante che appena una settimana dopo l’evento è stata annunciata e pubblicizzata la Marcia Stop pesticidi 2018.

Le foto della Marcia sono pubblicate su facebook.

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Rivolgiamo un invito a tutti i Comuni che si stanno impegnando nella stesura del Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale, stralcio prodotti fitosanitari, di prestare molta attenzione al DGR 1262/2016 della Regione Veneto.
Il DGR ha recepito quanto emanato dalla Comunità Europea sul principio di precauzione e sull'applicazione degli obiettivi del PAN, DM 22/01/2014, purtroppo ha tralasciato di proporre i mezzi previsti dal PAN per raggiungerli.
Per i Comuni che hanno già pubblicato il loro regolamento, alcuni dell'area prosecco DOCG, senza la dovuta attenzione al DGR 1262/2016, dovrà intervenire la Giunta Regionale Veneto per invalidarli e pretendere che vengano riproposti in modo consono al DGR ed al PAN.
Il regolamento in oggetto deve seguire le linee guida regionali e non può essere esclusivamente una libera iniziativa delle singole amministrazioni.
Anche le ULSS sono coinvolte nell'applicare la "prevenzione primaria" come ben confermato nel DGR 1262/2016.
Infine, segnaliamo alla Giunta Regionale Veneto, che esistono alcuni errori e contraddizioni nella stesura del DGR 1262/2016 e negli allegati A e B, che invitiamo a correggere.
Confermiamo la nostra disponibilità alla Giunta Regionale Veneto ed alle Amministrazioni Comunali impegnate nella stesura del regolamento.

Gilberto Carlotto
Organizzazione Aggregata WWF Terre del Piave TV-BL

  CLICCA QUI PER SCARICARE LA SLIDE DELLA SCHEDA RIASSUNTIVA


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Pubblichiamo la lettera che Fabio Taffetani, Presidente di PAN-Italia, ha inviato agli eurodeputati italiani.


Cari deputati,

come sapete, il Parlamento europeo terrà una sessione plenaria tra il 12 e il 15 giugno a Strasburgo, che ospiterà un dibattito martedì 13 giugno per discutere la nuova autorizzazione di Glifosato e il mercoledì 14 per votare sul divieto proposto dalla Commissione sull'uso dei pesticidi in ambiti ecologici (EFA).

Potete trovare le domande sul Glifosato che verrà chiesto martedì 13 qui (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2017-000046+0+DOC+XML+V0//IT). La Commissione sarà presente al dibattito per rispondere.

Lo status politico adesso è che l'ECHA ha completato la sua valutazione e, allo stesso modo, l'EFSA ha trovato il glifosato non cancerogeno per gli esseri umani (sulla base non di dati di ricerca, ma delle memorie secretate delle ditte produttrici). Stiamo aspettando che ECHA trasmetta il suo parere alla Commissione, la quale ha dichiarato che intende proporre il rinnovo dell'autorizzazione del glifosato per altri dieci anni!

Ma nel frattempo un caso di San Francisco contro Monsanto da parte degli agricoltori che avevano sviluppato il cancro ha determinato quello che ora è noto come "Monsanto Papers", una raccolta di email e documenti interni che rivelano come Monsanto ha falsificato alcuni dei suoi articoli scientifici. Questo è stato incluso anche nella relazione sulla scienza a pagamento.

Ciò ha naturalmente sollevato preoccupazioni circa l'obiettività della valutazione del glifosato nell'UE e altri scandali sono venuti alla luce. Ad esempio come uno studio cruciale dove i topi avevano sviluppato il cancro è stato respinto perché solo dopo è stato riferito che questi topi avevano un virus. Poi il dottor Portier, che aveva la possibilità di esaminare i dati grezzi degli studi di tossicità sui roditori, ha trovato 8 tumori che non erano stati riportati dalla valutazione della Commissione.

L'Italia è il paese che paga i danni ed ha le ripercussioni più gravi di tutti i paesi europei (sulla salute e per le ripercussioni ambientali) a causa dell'abuso di pesticidi e del glifosato in particolare: AMPA (l'acido metabolico del glifosato) e glifosato stesso sono infatti gli inquinanti più frequenti ed a più alta concentrazione sulle acque superficiali (ISPRA 2008-2017), numerosi parlamentari europei si sono sottoposti tempo fa alla misurazione dei residui nelle urine (nessuno ne è risultato esente), così pure di recente 14 mamme romane in attesa di un bambino hanno registrato tutte la presenza di percentuali insolitamente alte di glifosato.

I cittadini italiani sono ormai consapevoli delle coperture della politica verso gli interessi dell'industria (italiana e internazionale) agro-alimentare e chimico-farmaceutica, crediamo che non potranno tollerare ulteriormente che dei loro rappresentanti al Parlamento Europeo possano prendere una posizione diversa da quella di difesa della salute dei cittadini e della biodiversità ambientale!

Personalmente ho raccolto un recente dossier (primavera 2017) sull'uso scandaloso del diserbo chimico da parte di ANAS sui margini erbosi delle principali vie di comunicazione. Posso inviare il documento a quanti sono interessati a conoscere gli effetti di tale pratica, non solo inutile, ma dannosa e decisamente antieconomica, oltre che falsamente proposta a tutela della sicurezza degli operatori.

Il Presidente di PAN-Italia


Fabio Taffetani

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 Ciao a tutti Voi organizzatori della marcia.

Vogliamo ringraziarvi della bellissima iniziativa che ha portato alla ribalta il tema dei pesticidi e della monocoltura vitivinicola nel nostro territorio. Siamo sulla vostra stessa lunghezza d'onda e stiamo cercando di aggregare le associazioni destra Piave per contrastare in ogni modo la monocoltura e l'uso sconsiderato dei pesticidi. La nostra zona è ancora agli inizi rispetto alla sinistra Piave, già devastata dalla monocoltura, e proprio per questo vorremmo agire prima che sia troppo tardi facendo capire il rischio che l'ambiente potrebbe correre. Auspichiamo di poter collaborare in futuro perchè essere in tanti e fare rete è essenziale e ci siamo costituiti in un coordinamento proprio per cercare azioni comuni. Ora, dopo la marcia, ci sentiamo tutti meno soli e sappiamo che lottando e impegnandoci possiamo raggiungere i nostri sogni per un'agricoltura rispettosa dell'ambiente in un territorio sano. Non siamo contro i viticoltori, ma siamo in contrasto con coloro che per fare business e denaro calpestano la natura e mettono a rischio il territorio. Ormai è diventata una forma di investimento molto redditizia e molti che non sanno nulla di agricoltura e non conoscono "la terra" hanno diversificato i loro investimenti e si sono inventati agricoltori. Le polemiche scatenate sulla stampa da alcune associazioni di categoria e dal consorzio DOCG ci fanno capire che stavolta abbiamo inciso sul tessuto sociale. Bisogna continuare su questa strada tutti assieme. Non ci fermeranno più e nulla sarà più come prima.

 

Ciao da ColtiviAMO futuro GAPM - Grappa-Asolo-Piave-Montello
Gasolo - GAS di Asolo
Amici Bosco del Montello
Arianova
Arianova Sostenibile
Un'altra Borso c'è
Slow Food Alpe Madre MMG
Gas Grappa
Associazione Regionale Apicoltori Veneto
API Marca - Ass Apicoltori Treviso
Oasi di San Daniele di San Zenone
Organizzazione Aggregata Terre del Piave TV-BL
SOS Anfibi
Associazione il Fiore
LIPU Trevigiana
Slow Food Veneto

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Il successo della prima Marcia Stop Pesticidi conclusasi a Follina ha segnato un cambio di passo al dibattito locale e regionale sul modello di produzione agricola nel Veneto ed in particolare sul “Prosecco” che è stato la punta di lancia della rivoluzione produttiva dell’agricoltura veneta.
Le migliaia di persone che hanno aderito in modo pacifico, gioioso e colorato hanno fatto si che per la prima volta anche gli organi di stampa locali abbiano posto la questione di una agricoltura rispettosa dell'ambiente e della salute nelle loro prime pagine e hanno imposto tale questione anche nell'agenda politica regionale che dopo il successo non può essere più relegata a cosa di "quattro ambientalisti".
Dalla lettura della pubblicistica locale risulta evidente che c’è un prima e un dopo la manifestazione: dal presidente Zaia, che ha strumentalmente accolto le istanze proposte dall’appello, alle associazioni dei produttori tradizionali, per la prima volta sulla difensiva, hanno dovuto riconoscere la fondatezza dei temi posti dalla Marcia.
Questo è stato reso possibile innanzitutto dalle migliaia di cittadine e cittadini che hanno marciato insieme a noi, ma anche dai Comuni che hanno dato la loro adesione attraverso la partecipazione dei loro Sindaci e rappresentanti ed in particolare il Sindaco di Revine Lago che ha concesso il patrocinio della sua amministrazione alla manifestazione.
Ciò è stato reso possibile dall’approccio che abbiamo voluto e cioè di organizzare la manifestazione come marcia popolare inclusiva, promossa innanzitutto dalle associazioni e gruppi locali, che partendo dalla loro autorevolezza e indipendenza hanno lanciato un programma nei contenuti radicale e generale ma ben collegato alle contraddizioni locali, dai problemi della salute allo snaturamento del paesaggio.
Questa impostazione ha portato all’adesione di un centinaio di gruppi, associazioni locali e nazionali, culturali, ambientalistiche, sportive, politiche e sindacali che hanno aderito non in modo formale.
Solo la diffusione delle adesioni nel territorio trevigiano e bellunese ci hanno consentito il superamento dell’oscuramento mediatico che stavamo subendo. Infatti queste associazioni hanno garantito, grazie al lavori di volontari, una capillare diffusione dell’appello che non aveva ricevuto grande attenzione sugli organi di stampa; gli aderenti alla marcia, con il loro lavoro, hanno consentito a molti di conoscere l’appuntamento.
Sul punto dobbiamo ricordarci che il giorno della manifestazione la marcia era stata annunciata da un breve trafiletto sulla Tribuna ed era assente sia sul Gazzettino che sul Corriere delle Alpi come su gran parte delle televisioni locali, il giorno dopo tutti gli organi di stampa non hanno più potuto nascondere l’evento.
La qualità e l’autorevolezza delle adesioni, il loro collegamento con il territorio hanno impedito anche il tentativo di ostacolare e neutralizzzare la marcia derubricandola a mero problema di viabilità.
A mio avviso, questo ha fatto il Sindaco di Follina, che a meno di 24 ore dall’inizio della marcia, in modo unilaterale e difficilmente comprensibile, ci ha imposto un percorso della marcia che ha messo in difficoltà la partecipazione di cittadini disabili e con difficoltà di deambulazione.
Solo l’intervento della Prefettura ha di fatto imposto al Comune, con lavori dell’ultima ora, che il percorso fosse transitabile in sicurezza da parte dei cittadini normodotati. Ma questo intervento non ha impedito il fatto grave che, solo per un tratto, le persone disabili, assieme a mamme con passeggini, abbiano dovuto abbandonare il corteo che non era transitabile in carrozzina.
Risulta significativo che si sia utilizzata al concomitanza con una gara ciclistica per giustificare il percorso imposto.
Francamente mettere in contrapposizione un evento sportivo con una manifestazione è giuridicamente insostenibile e politicamente grave, si inserisce nel tentativo di delegittimare la partecipazione popolare attraverso l’impopolarità dell’agire politico.
Mettere in discussione la primazia del diritto alla manifestazione del proprio pensiero è significativo dei tempi che corriamo, infatti ha creato quasi fastidio l’affermare un principio che davamo per scontato e cioè che il diritto a manifestare è un diritto costituzionale indisponibile e comprimibile solo per gravi motivi di ordine pubblico, e che inevitabilmente gli eventi sportivi, seppur significativi hanno e debbono avere una tutela di rango inferiore
Il percorso imposto dal Sindaco ha di fatto relegato in strade secondarie un grande fatto di democrazia, escludendo che lo stesso potesse transitare nei luoghi deputati storicamente alla partecipazione popolare, come la piazza principale del paese.
Invece, anche grazie all’intervento dell’Abate dell’Abbazia di Follina che dal luogo più prestigioso e significativo del paese ha voluto comunicare la sua adesione alla manifestazione e all’appello.
Siamo riusciti a far transitare la Marcia nel centro pulsante del paese, rendendo quasi ridicola la scelta del Sindaco di Follina di negare al corteo il passaggio nella piazza principale facendolo passare per una entrata secondaria nell’accesso al parco dove si è conclusa.
La scelta del Sindaco è stata un fatto grave, che non so se imputare a sciatteria o malafede e comunque rappresenta una ferita al diritto di partecipazione di tutti i cittadini e lo specchio dell’arretramento culturale rispetto alla rivendicazione di partecipazione e democrazia.
Infine, per me siamo già in Marcia per il prossimo anno, dove auspicherei, dopo un anno di iniziative e lotte, di ritornare a marciare da Cison a Follina per una agricoltura che garantisca salute ai cittadini, protezione dell’ambiente, del paesaggio e tutela dei consumatori.
    Gino Sperandio- Referente legale del Comitato Marcia Stop Pesticidi

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IL SINDACO DI FOLLINA HA TENTATO DI NASCONDERE LA MARCIA!

Il percorso della Marcia, imposto dal Sindaco,  ha di fatto relegato in strade secondarie un grande fatto di democrazia, escludendo che lo stesso potesse transitare nei luoghi deputati storicamente alla partecipazione popolare, come la piazza principale del paese.
Si tratta di un fatto grave, che non sappiamo se imputare a sciatteria o malafede e comunque rappresenta una ferita al diritto di partecipazione di tutti i cittadini.

Il percorso richiesto (blu)  che da Cison, avrebbe dovuto raggiungere il Parco Wipfeld a Follina lungo la Provinciale, passando per l'Abbazia, e qui attraverso la Piazza, fino al Parco, è stato invece dirottato lungo un tragitto (arancione) per strade secondarie, viottoli di campagna, e dulcis in fundo, fatto passare per una entrata di servizio della Casa di Riposo fino al Parco Wipfeld.

 

 

Il percorso imposto dal Sindaco ha confinato la Marcia in mezzo ai campi.



Il percorso imposto dal Sindaco ha costretto la Autoambulanza di supporto al corteo ad  una manovra sulle aiuole per passare dalla entrata di servizio del Parco

 

Il Sindaco di Follina ,in modo unilaterale, ha imposto un percorso della Marcia che ha messo in difficoltà il passaggio di cittadini disabili e con difficoltà di deambulazione.

L'intervento della Prefettura che ha "imposto" al Comune, con lavori dell’ultima ora, che il percorso fosse transitabile in sicurezza da parte dei cittadini normodotati non è servito ad evitare che la parte del corteo composta da mamme con i passeggini e cittadini disabili in carrozzina sia  stata costretta , con il consenso degli agenti di Polizia presenti, a passare per il percorso "vietato" lungo la provinciale per un lungo tratto di strada,  per poi ricongiungersi al resto della manifestazione. 

 

 

Risulta singolare e curioso che si sia utilizzata la  concomitanza con una gara ciclistica per giustificare il percorso imposto.
Mettere in contrapposizione un evento sportivo con una manifestazione è giuridicamente insostenibile e politicamente scorretto.
Il diritto a manifestare è un diritto costituzionale indisponibile e restringibile solo per gravi motivi di ordine pubblico. 
Inevitabilmente gli eventi sportivi, seppur significativi hanno e debbono avere una tutela di rango inferiore.

Il carattere strumentale delle decisioni del Sindaco risulta evidente dal fatto che la gara ciclistica è iniziata almeno un’ora dopo la conclusione della manifestazione e dopo almeno 2 ore dal termine del corteo e ciò nel rispetto degli orari comunicati dagli organizzatori dell’evento sportivo al Sindaco. Dunque è chiaro non vi era alcun rischio di sovrapposizione dei due eventi

Chi deve chiedere scusa a chi ?
E' il Sindaco di Follina che dovrebbe chiedere scusa a bambini e disabili per il trattamento loro riservato!

 



 

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