Favorire e finanziare l'agricoltura biologica e la costituzione di biodistretti, nel rispetto della biodiversità e delle tipicità tradizionali locali

Disincentivare economicamente le produzioni agricole industriali e le monocolture

Potenziare tutti gli strumenti di controllo e salvaguardia del territorio per evitare sbancamenti, deturpazione del paesaggio, possibili discariche abusive e cambiamenti delle destinazioni d'uso.

Applicare il principio di precauzione vietando l'utilizzo dei pesticidi, intesi come molecole di sintesi, attivando controlli e sanzioni idonee, iniziando col vietare definitivamente le sostanze che sono state sottoposte a deroghe e fissando obbiettivi di riduzione per gli altri.

 

Principio di precauzione ( fonte: galileo2001.it )

Il Principio di precauzione è una norma che viene utilizzata in materia di difesa e sicurezza dell’ambiente. Questo concetto è noto anche col nome principio precauzionale, e in buona sostanza dice che, se ci sono delle minacce di un danno serio o irreversibile all’ambiente, l’assenza di una certezza scientifica sulla possibilità che questi danni hanno di verificarsi non deve impedire che vengano adottate delle misure di prevenzione per impedire il danno all’ambiente.

Il Principio di precauzione è quindi una politica di condotta cautelativa, che viene usata soprattutto nelle decisioni politiche ed economiche, ambientali, e in genere nelle questioni che siano controverse dal punto di vista scientifico. L’assunto che riassume questo principio è quello di Carl Sagan, per cui ‘l’assenza di prove non è prova di assenza’.

Il principio affonda le sue radici molto da lontano, probabilmente nell’aforisma ‘prevenire è meglio che curare’ anche se risulta necessario differenziare la prevenzione, che consiste nel cercare di limitare dei rischi oggettivi, provati e quindi esistenti, ed invece la precauzione, che consiste nell’insieme di attività poste in essere per limitare dei rischi la cui realizzazione non è provata e neppure identificata, ma solo ritenuta non escludibile.

Il Principio di precauzione è tornato in auge, soprattutto per quanto concerne le questioni ambientali, grazie ai movimenti ecologisti ed ambientalisti degli anni Settanta.

Il Principio di precauzione per l’ambiente

Dal punto di vista normativo, il Principio di precauzione si salda nella tematica ambientale sulla base dell’articolo 15 della Dichiarazione di Rio, prodotta nel corso della Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992.

Secondo il Principio 15 di detta Dichiarazione, allo scopo di proteggere l’ambiente dovrebbe essere usato dagli Stati ‘un approccio cautelativo’ e in particolare se si rischia un danno grave-irreversibile, l’assenza della certezza scientifica di detto danno non deve essere motivo per non adottare misure ‘adeguate ed effettive’ per pervenire il degrado ambientale. Sulla base del principio 15 quindi si è stabilito il c.d. Principio di precauzione in materia ambientale.

Il testo si riferisce alla tutela dell’ambiente, ma bisogna ammettere che nel corso degli anni l’utilizzo del Principio di precauzione è andato ben oltre il semplice campo della tutela ambientale, essendo applicato anche, per esempio, alla tutela dei consumatori, della salute umana, della salute animale e via dicendo.

Il Principio di precauzione nell’UE

Anche l’Unione Europea sembra accogliere pienamente il Principio di precauzione. Lo possiamo notare nel Trattato di Maastricht che ha introdotto il Principio di precauzione e che è oggi contenuto nel TFUE, Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. Infatti dal punto di vista ambientale si legge che l’UE mira ad un livello di tutela ‘elevato’, basato sull’azione preventiva, sul principio di correzione e di evitare danni all’ambiente.

A livello dell’Unione Europea, l’applicazione in materia ambientale del Principio di precauzione comporta che vengano identificati eventuali rischi prima di un intervento sull’ambiente; che venga effettuata una valutazione scientifica, sulla base dei dati che si hanno a disposizione, circa detti rischi; che manchi una certezza scientifica che possa eventualmente escludere la presenza di detti rischi. In tutti questi casi viene applicato il Principio di precauzione.

Bisogna quindi adottare tutte le misure, proporzionali al livello di protezione voluto e anche con riguardo ai costi, necessari a prevenire un certo danno ambientale.

Le misure in questione andrebbero mantenute fino a che i dati scientifici rimangono insufficienti.
A livello dell’Unione Europea, il Principio di precauzione è adottato come strumento decisionale per quanto concerne la gestione del rischio e non solo per quanto concerne la salute ambientale, ma anche per quella animale ed umana.

La Commissione Europea ha specificato infatti che il Principio di precauzione, pur essendo in genere limitato alla materia ambientale, non deve essere applicato necessariamente solo a questa.

Note:

Marzo 2018
Al convegno dal titolo “Nuove Frontiere della Biologia”, organizzato dall’Ordine dei Biologi a Roma il 2 marzo 2018, si è parlato di inquinamento, nuove caratteristiche dell'acqua, campi elettromagnetici e nuove particelle. Molto atteso l’intervento del premio Nobel Luc Montagnier che ha richiamato il mondo della medicina al rispetto del principio di precauzione.

Montagnier ha insistito sul concetto che l’inquinamento chimico ed elettromagnetico sta rendendo il nostro Sistema Immunitario meno forte. Studioso di autismo, ci ha mostrato come l’aumento vertiginoso dei casi sia proporzionale all’aumento dell’uso del glifosato ma ha esortato a studiare anche la presenza di alluminio, anche nei vaccini, ed i campi elettromagnetici. Montegnier ha poi denunciato la medicina iatrogena (patologie derivate da atti medici e farmacologici) come una delle prime cause di morte al mondo e sottolineato la necessità dell’uso del Principio di Precauzione: primum non nuocere.
fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/03/salute-montagnier-rispetti-principio-precauzione/

 

 


GIORNATA “STOP PESTICIDI”  DOMENICA 19 MAGGIO 2019

Milioni di persone in tutto il mondo sono quotidianamente esposte ai pericoli provocati dall'uso di pesticidi e diserbanti in agricoltura.
Hanno un impatto gravissimo sulla nostra salute oltre che sull’ambiente. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i pesticidi causano ogni anno circa 200 mila morti su scala globale e secondo l’autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) circa il 45% del cibo che consumiamo contiene residui di pesticidi.
Queste sostanze chimiche possono contribuire all'insorgenza di diverse forme tumorali e alterare il sistema endocrino con il conseguente aumento delle patologie correlate.
Le persone che vivono e lavorano nelle aree dove si pratica l'agricoltura intensiva con l'uso di prodotti chimici di sintesi, caratteristica delle monocolture, sono le più esposte, in particolare le donne in gravidanza,  i bambini e gli anziani.

I pesticidi nel lungo periodo danneggiano l’agricoltura stessa indebolendo l'agro-ecosistema,  compromettendo la produttività del terreno e la qualità del raccolto, distruggendo la biodiversità animale e vegetale. Provocano inquinamento dell'aria, dei terreni e delle falde acquifere, compromettendo la sopravvivenza di numerose specie animali (come ad esempio gli insetti pronubi, lombrichi e uccelli). La monocoltura intensiva basata sulla chimica, provoca il graduale depauperamento di una risorsa preziosa quale è il Paesaggio.

In alternativa a questo modello sosteniamo le esperienze agricole come l’agricoltura biologica, biodinamica e le  filiere corte, che in questi anni hanno dimostrato di saper coniugare il rispetto per la salute pubblica e l'ambiente  producendo alimenti sani e occupazione, valorizzando la varietà dei prodotti locali, rinnovando la biodiversità, il suolo e l’acqua, creando resilienza e mitigando i mutamenti climatici, proteggendo la salute e il benessere dei nostri figli e di ogni specie vivente.
Sosteniamo la transizione verso sistemi alimentari locali, ecologici e diversificati come un imperativo sociale, economico e democratico.


INVITIAMO LA COMMISSIONE EUROPEA

a revocare l'autorizzazione concessa per altri cinque anni all'uso del glifosate; a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori per tutta la UE dell'uso dei pesticidi di sintesi  per arrivare al BANDO TOTALE entro il 2030.


CHIEDIAMO A GOVERNO, REGIONE E COMUNI, IMPEGNI PRECISI

1 - PER LA SALUTE: di applicare il principio di precauzione vietando l'utilizzo dei pesticidi, intesi come molecole di sintesi, attivando controlli e sanzioni idonee, iniziando col vietare definitivamente le sostanze che sono state sottoposte a deroghe e fissando obiettivi di riduzione per gli altri.
2 - PER IL TERRITORIO: di potenziare tutti gli strumenti di controllo e salvaguardia del territorio per evitare sbancamenti, disboscamenti, deturpazione del paesaggio, possibili discariche abusive e cambiamenti delle destinazioni d'uso, e di vietare nei siti della Rete 2000, nelle altre aree protette e nei bacini idrografici delle zone umide d'importanza internazionale (Ramsar) l'uso di pesticidi valutati nocivi per le specie selvatiche e gli ecosistemi.
3 - PER L'AGRICOLTURA: di difendere e sostenere la Sovranità Alimentare; di azzerare gli incentivi alle produzioni agricole industriali e le monocolture; di favorire e finanziare l'agroecologia  (agricoltura biologica e biodinamica)  nel rispetto della biodiversità e delle tipicità tradizionali locali.

Chiediamo una revisione del Piano d’Azione Nazionale per l’uso dei pesticidi (PAN), con la loro totale eliminazione immediata nelle zone urbane e nelle aree frequentate dalla popolazione, stabilendo distanze idonee di sicurezza dalle abitazioni, dai terreni coltivati con il metodo dell’agricoltura biologica e biodinamica, da parchi e giardini pubblici e privati, da strade, da sentieri e piste ciclabili.

      

Facciamo appello a tutti: Istituzioni, cittadini, associazioni, movimenti, comitati, gruppi, forze politiche e sociali
a sottoscrivere questo manifesto e a manifestare uniti in difesa della nostra terra e della salute pubblica
DOMENICA 19 MAGGIO 2019


Email per adesioni:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    

Tutte le informazioni su  www.marciastoppesticidi.it

 

 

Per Follina >  Adesioni, e informazioni: tel. 348 1587879 - 393 7319092
                     email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per Trento > Adesioni e informazioni: tel 335 1601054 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Per Verona > Adesioni e informazioni: email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   

Per Caldaro > Adesioni e informazioni: tel. 339 2128673 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.